Protezione civile, dati coronavirus del 21 aprile 2020: ancora oltre 500 vittime, ma calano i positivi

by Raffaele Laricchia
21 Aprile 2020 - 18:57

Dall’aggiornamento quotidiano della protezione civile, sui dati forniti dal Ministero della Salute e tutte le strutture ospedaliere impegnate nella lotta al Covid-19, emerge un lieve incremento dei nuovi tamponi positivi (2.729 nuovi contagi) ma parallelamente aumenta fortemente il numero dei guariti. Purtroppo sono ancora oltre 500 le vittime registrate in 24 ore.
Nel computo totale, tuttavia, cala per il secondo giorno consecutivo (in maniera abbastanza decisa) il numero dei casi attualmente positivi. Questo calo è dovuto principalmente ai tanti guariti definitivamente dal Covid-19.

Rispetto a ieri si osserva un ulteriore calo della pressione sulle strutture ospedaliere.
Secondo l’ultimissimo aggiornamento della Protezione Civile (ore 17.00 di oggi 21 aprile 2020) al momento abbiamo:
– totale tamponi positivi oggi: 2.729 (+473 rispetto a ieri)
– 24.648 vittime (+534 rispetto a ieri)
– 51.600 guariti (+2.723 rispetto a ieri)
– 107.709 casi ATTUALMENTE positivi* (-528 rispetto a ieri)
– 2.471 in terapia intensiva (-66 rispetto a ieri)
– 24.134 ricoverati con sintomi (-772 rispetto a ieri)

– totale persone colpite dal Covid-19 in Italia (comprensivi di vittime e guariti): 183.957 (+2.729 rispetto a ieri)

*i casi attualmente positivi sono tutte quelle persone, tra ospedali e isolamento domiciliare, positive al Covid-19. Pertanto questo numero non tiene conto delle vittime e dei guariti, che non essendo più positivi al virus vengono sottratti dopo aver aggiunto i nuovi tamponi positivi.
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Il 75% /oltre 80.000) dei positivi è in isolamento domiciliare. Nel conteggio delle vittime sono presenti sia quelle “con coronavirus” che “per coronavirus”. Almeno il 21% dei deceduti presenta almeno una patologia pregressa (non necessariamente grave), un altro 25% almeno due patologie e il 50% ben tre patologie; solo il’2% non presenta alcuna patologia. Molti purtroppo i pazienti che richiedono la terapia intensiva per far fronte alla malattia.

L’attenzione resta alta: il costante calo dei ricoveri in terapia intensiva, ormai cominciato da oltre 10 giorni, non deve portare ad un allentamento delle restrizioni, anzi, deve spingerci ad un ulteriore sacrificio che permetterà di sconfiggere o quantomeno tamponare fortemente l’epidemia.

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