Protezione civile, dati coronavirus del 24 aprile 2020: gli ultimi aggiornamenti

by Raffaele Laricchia
24 Aprile 2020 - 18:45

Nel consueto appuntamento con il bilancio dell’epidemia del coronavirus in Italia si evince un nuovo lieve aumento dei tamponi positivi rispetto alle scorse 24 ore. La protezione civile ha annunciato infatti ben 3.021 nuovi casi di contagio a fronte di 62.000 tamponi totali effettuati (mentre ieri erano stati 2.646 i nuovi casi di contagio).
Tantissimi i guariti anche oggi (quasi tremila), mentre calano leggermente le vittime rispetto a ieri (nota positiva).
Nel computo totale calano i pazienti attualmente positivi al coronavirus in Italia, per il quinto giorno consecutivo.

Secondo l’ultimissimo aggiornamento della Protezione Civile (ore 17.00 di oggi 24 aprile 2020) al momento abbiamo:
– totale tamponi positivi oggi: 3.021 (+375 rispetto a ieri)
– 25.969 vittime (+420 rispetto a ieri)
– 60.498 guariti (+2.922 rispetto a ieri)
– 106.527 casi ATTUALMENTE positivi* (-321 rispetto a ieri)
– 2.173 in terapia intensiva (-94 rispetto a ieri)
– 22.068 ricoverati con sintomi (-803 rispetto a ieri)

– totale persone colpite dal Covid-19 in Italia (comprensivi di vittime e guariti): 192.994 (+3.021 rispetto a ieri)

*i casi attualmente positivi sono tutte quelle persone, tra ospedali e isolamento domiciliare, positive al Covid-19. Pertanto questo numero non tiene conto delle vittime e dei guariti, che non essendo più positivi al virus vengono sottratti dopo aver aggiunto i nuovi tamponi positivi.
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Il 76% /oltre 84.000) dei positivi è in isolamento domiciliare. Nel conteggio delle vittime sono presenti sia quelle “con coronavirus” che “per coronavirus”. Almeno il 21% dei deceduti presenta almeno una patologia pregressa (non necessariamente grave), un altro 25% almeno due patologie e il 50% ben tre patologie; solo il’2% non presenta alcuna patologia. Molti purtroppo i pazienti che richiedono la terapia intensiva per far fronte alla malattia.

L’attenzione resta alta: il costante calo dei ricoveri in terapia intensiva, ormai cominciato da oltre 20 giorni, non deve portare ad un allentamento delle restrizioni, anzi, deve spingerci ad un ulteriore sacrificio che permetterà di sconfiggere o quantomeno tamponare fortemente l’epidemia.

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