Protezione civile, aggiornamenti sul coronavirus: oltre 2000 contagi e 323 vittime

by Raffaele Laricchia
29 Aprile 2020 - 18:21

Giornata grossomodo stazionaria quella odierna sul fronte coronavirus: il bilancio dei decessi si aggrava ulteriormente, ma allo stesso tempo sono tantissimi i guariti (ancora una volta oltre duemila pazienti, in numero superiore ai nuovi contagiati). Le persone infettate dal patogeno nelle ultime 24 ore sono 2.086, appena cinque in meno di ieri quando erano stati 2.091 i nuovi contagi.

Nel computo totale delle persone attualmente positive, sia ricoverate e sia in isolamento domiciliare, si conferma un ulteriore calo (fattore assolutamente positivo e di rilievo). Rispetto a ieri calano ancora le terapie intensive occupate dai pazienti Covid e si liberano posti anche nelle corsie dei ricoverati con sintomi.

Secondo l’ultimissimo aggiornamento della Protezione Civile (ore 17.00 di oggi 29 aprile 2020) al momento abbiamo:
– totale tamponi positivi oggi: 2.086 (-5 rispetto a ieri)
– 27.682 vittime (+323 rispetto a ieri)
– 71.252 guariti (+2.311 rispetto a ieri)
– 104.657 casi ATTUALMENTE positivi* (-548 rispetto a ieri)
– 1.795 in terapia intensiva (-68 rispetto a ieri)
– 19.210 ricoverati con sintomi (-513 rispetto a ieri)

– totale persone colpite dal Covid-19 in Italia (comprensivi di vittime e guariti): 203.591 (+2.086 rispetto a ieri)

*i casi attualmente positivi sono tutte quelle persone, tra ospedali e isolamento domiciliare, positive al Covid-19. Pertanto questo numero non tiene conto delle vittime e dei guariti, che non essendo più positivi al virus vengono sottratti dopo aver aggiunto i nuovi tamponi positivi.
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L’80% (oltre 83.000) dei positivi è in isolamento domiciliare. Nel conteggio delle vittime sono presenti sia quelle “con coronavirus” che “per coronavirus”. Almeno il 14,4% dei deceduti presenta almeno una patologia pregressa (non necessariamente grave), un altro 21,1% almeno due patologie e il 60,9% ben tre patologie; solo il 3,6% non presenta alcuna patologia. Molti purtroppo i pazienti che richiedono la terapia intensiva per far fronte alla malattia.

L’attenzione resta alta: il costante calo dei ricoveri in terapia intensiva, ormai cominciato da oltre 20 giorni, non deve portare ad un allentamento delle restrizioni, anzi, deve spingerci ad un ulteriore sacrificio che permetterà di sconfiggere o quantomeno tamponare fortemente l’epidemia.

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