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Governo verso proroga dello stato d’emergenza fino al 31 Gennaio: ecco cosa comporta

by Francesco Ladisa

Il governo italiano sta valutando una proroga dello stato di emergenza per il Covid-19 fino al 31 gennaio 2021. E’ quanto trapelato anche dall’incontro di Conte con i capi-delagazione della maggioranza avvenuto nella serata di ieri, mercoledì 30 settembre.

Attualmente, lo stato di emergenza è previsto fino al 15 ottobre. Una eventuale proroga, la cui richiesta appare scontata, farebbe giungere lo stato di emergenza a un anno esatto dalla prima messa in campo della misura in seguito alla pandemia. La decisione finale dell’esecutivo dovrebbe arrivare la prossima settimana, successivamente la richiesta andrà in Parlamento.

Ricordiamo che lo stato di emergenza è una condizione utile per l’attivazione di poteri volti ad affrontare la situazione con tempestività ed efficacia, il più importante dei quali è il potere di ordinanza, che consente di emanare norme in deroga all’ordinamento vigente.

Con la proroga dello stato di emergenza, in primo luogo, potranno essere emanati nuovi Dpcm (i decreti della presidenza del Consiglio dei ministri) e ordinanze del ministro per la Salute.

Lo stato d’emergenza consente inoltre lo smart working, aspetto fondamentale che permette una diminuzione dei rischi di contagio da Covid-19, limitando fortemente i contatti fra persone.

In stato d’emergenza, le Regioni possono continuare a firmare ordinanze, ma devono consegnare le linee guida al governo: è dunque in funzione la «cabina di regia» alla quale partecipano i governatori proprio per seguire una linea comunque, sia pur differenziata a seconda dell’andamento della curva epidemiologica nelle diverse aree.

Altro aspetto importante è il monitoraggio (settimanale) della pandemia e della diffusione del contagio, che viene effettuato dal ministero della Salute sulla base dei dati forniti dalle Regioni. Il monitoraggio, che viene reso noto, di norma, ogni venerdì, consente di monitorare la situazione dell’epidemia in Italia sulla base di 21 indicatori; calcola l’indice di trasmissione del coronavirus — l’Rt — sulla base del numero dei nuovi contagi; e analizza la tenuta delle strutture sanitarie e in modo particolare i posti liberi nei reparti Covid e quelli delle terapie intensive. Il monitoraggio consente anche di gestire i focolai e di modulare le aperture e le chiusure di alcune aree del Paese. E serve a prendere misure particolari in quelle zone, prime fra tutte quelle della movida, dove più alto è il rischio che si possa avere un aumento dei casi positivi.

Lo stato d’emergenza inoltre consente di prendere provvedimenti in grado di restringere l’ingresso nel Paese da parte di cittadini di altri Stati e quindi influenza viaggi e spostamenti.

A cura di Francesco Ladisa