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Ministro Speranza annuncia nuovo DPCM: “obbligo mascherine all’aperto” e altre novità

by Francesco Ladisa

Si è da poco concluso l’intervento del ministro della salute Speranza in Parlamento che ha fatto il punto sul nuovo DPCM in arrivo.

Si confermano le principali indiscrezioni trapelate in questi ultimi giorni: in particolare l’obbligo di mascherina all’aperto in tutta Italia e una generale stretta ai controlli per contrastare maggiormente la diffusione dei contagi da Covid-19.

Confermato anche che non vi sarà una nuova stretta sui locali come già fatto intendere anche dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Dunque nessun “coprifuoco” anti-movida alle 23.

Il nuovo Dpcm, che dovrebbe restare in vigore per 30 giorni, verrà perfezionato nelle prossime ore: questa sera si riunirà il consiglio dei ministri per gli ultimi ritocchi, poi il documento sarà firmato dal premier Giuseppe Conte nella serata di domani, come confermato anche dal ministro della Salute. Dunque presto sapremo tutte le novità del nuovo provvedimento nei dettagli.

Speranza sottolinea anche la necessità di un coordinamento più serrato fra Stato e Regioni, perché “oggi la novità è che non c’è più una dinamica di territorialità, con una parte di Paese molto colpito e il resto colpito solo marginalmente, ma c’è una crescita diffusa e marginalizzata: nessuna regione può sentirsi fuori dai rischi”. Alla luce di queste premesse, continua il responsabile della Salute, la valutazione del presidente del Consiglio di prorogare lo stato di emergenza al 31 gennaio “è corrispondente alla situazione in cui si trova il Paese”.

Nel Dpcm che il governo si accinge ad adottare si “valuta l’estensione dell’obbligo delle mascherine anche all’aperto”. Si confermano inoltre le misure di distanziamento sociale, il divieto di assembramenti – per i quali “aumenteranno i livelli dei controlli” – e la disinfezione frequente delle mani.

“Qui non c’entra la politica, non c’entrano destra e sinistra – aggiunge Speranza – sarebbe sbagliato dividersi. Bisogna rimanere uniti di fronte alle indicazioni della comunità scientifica. Dobbiamo evitare una dinamica che possa mettere in pericolo il nostro Sistema sanitario nazionale. In due mesi siamo passati da 30 ricoveri in terapia intensiva a 323. Inoltre nella prima fase l’età media dei casi era di 70 anni ora è di 41 anni, anche in questo caso la tendenza non può farci stare tranquilli perchè ad agosto l’ età media era di 31 anni”.

A cura di Francesco Ladisa