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L’inverno scalda i motori, vortice polare in Siberia con gelo e neve

by Raffaele Laricchia

Siamo ormai in pieno autunno ed è proprio ora che iniziano a scorgersi i primi segnali dell’imminente inverno. Ovviamente è impossibile stilare previsioni, ma è possibile erigere una piccola tendenza a macro scala grazie ad indici climatici ormai ben noti in meteorologia.
Sappiamo benissimo che l’inverno europeo è spesso figlio di quello russo-siberiano: più la Siberia è fredda e innevata più è probabile che l’inverno europeo risulterà freddo. Ebbene da oltre una settimana la Siberia sta vivendo una forte fase gelida e nevosa grazie allo spostamento di un grosso lobo del vortice polare sulle steppe siberiane. Il vortice polare è la grande bassa pressione che tra fine agosto e inizio settembre, annualmente, si forma sul Polo nord, ed è proprio questa la fabbrica di quasi tutte le perturbazioni che raggiungono il Mediterraneo e di tutte le ondate di freddo invernali.

Negli ultimi giorni il vortice polare ha subito un feroce attacco dalle basse latitudini: masse d’aria più calde e stabili sono riuscite a farsi strada sin verso l’Artico e la Groenlandia, rallentando nettamente il ri-congelamento dei ghiacci polari. Dall’altro lato, però, il “cuore” gelido del vortice polare si è spostato verso la Siberia dove è in atto una lunga fase fredda e nevosa.

Sta nevicando su vastissime aree della Siberia fino alle porte della Russia europea. I primi fiocchi di neve hanno raggiunto anche la Lapponia fino in pianura. Le nevicate continueranno anche nei prossimi giorni soprattutto sulla Siberia centrale, e questo non potrà che favorire l’espansione dello “snowcover”, ovvero della copertura nevosa tanto importante per le sorti invernali. Ma ovviamente la presenza della neve in Siberia non è l’unico fattore determinante per l’evoluzione invernale: per stilare una tendenza è necessario affidarsi anche ad altri indici climatici come la QBO e la Nina.

Snowcover sulla Siberia – Evidente la presenza di vaste distese di neve sulla Siberia centro-orientale, segno della presenza di un lobo del vortice polare. Nei prossimi giorni lo snowcover avanzerà verso ovest portandosi a ridosso della Russia europea.

PRIME TENDENZE PER L’INVERNO| Una prima linea di tendenza è possibile tracciarla, ma ovviamente è tutto da prendere con le pinze considerando che mancano quasi due mesi all’inizio dell’inverno.
La QBO (Quasi Biennial Oscillation” rappresenta l’oscillazione dei venti zonali in stratosfera in corrispondenza dell’equatore ed essa può essere positiva (quando il vento soffia da ovest verso est) o negativa (quando il vento soffia da est verso ovest).
Quest’inverno sarà dominato da una QBO positiva e gli effetti potrebbero rivelarsi importanti nel corso dei prossimi 3-5 mesi. In particolare con l’arrivo di una QBO positiva aumentano nettamente le possibilità di un rinforzo del vortice polare sull’Artico, confinando gelo e neve solo alle alte latitudini (Groenlandia, Polo nord, Scandinavia, Russia, Canada). In questa circostanza l’inverno nel Mediterraneo risulta più mite del normale e caratterizzato da poche irruzioni di aria fredda.

Allo stesso tempo però interviene la Nina, ovvero il raffreddamento delle acque superficiali del Pacifico centro-orientale (a ridosso del sud America). Questo indice avrà, probabilmente, ripercussioni nel prossimo inverno anche sull’Europa. In particolare la Nina potrebbe favorire importanti riscaldamenti in stratosfera in corrispondenza del polo nord, i quali poi andrebbero a destabilizzare il vortice polare facilitando l’arrivo di ondate di freddo verso le latitudini più basse (come nel Mediterraneo).
Insomma l’evoluzione del prossimo inverno 2020/2021 è ancora molto incerta e non sarà certamente uno solo di questi indici climatici a segnarne il destino. Per il momento l’unica vera certezza che potrebbe rivelarsi fondamentale per la prima parte dell’inverno europeo è la costante espansione della copertura nevosa e gelida in Siberia, vero e proprio serbatoio di aria fredda per le sorti invernali dell’Italia.

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A cura di Raffaele Laricchia