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Storia dei terremoti: la devastante scossa di Verona del gennaio 1117, la più forte della Pianura Padana

by Raffaele Laricchia

Nel 1117 il più forte terremoto della pianura Padana. Epicentro su Verona e danni immensi con 30.000 vittime. Il racconto.

pochi giorni dall’intenso sisma che ha interessato la pianura Padana e precisamente la zona di Verona (ve ne avevamo parlato in questo articolo), vogliamo raccontarvi un aneddoto storico di cui probabilmente non tutti sono a conoscenza.
Ci stiamo riferendo al potente terremoto di Verona del 1117, la scossa più forte della Pianura Padana di cui si abbia notizia.

Quel terremoto fu a dir poco distruttivo e si verificò esattamente sulla stessa faglia che a fine dicembre aveva rilasciato un sisma di magnitudo 4.4 avvertito in tutto il Veneto, in Emilia, Trentino e Lombardia.
Il terremoto del 3 gennaio 1117, però, fu nettamente più forte: pensate che dai calcoli effettuati pare che il sisma raggiunse la magnitudo richter 6.8. L’epicentro si verificò tra Zevio e Isola della Scala, pochi chilometri a sud di Verona. Le vittime di questa scossa furono ben 30.000 nonostante l’area non fosse molto abitata all’epoca.

Il terremoto fu talmente violento da causare vastissimi danni non solo a Verona e nei territori limitrofi, ma anche in diversi altri centri dell’Italia settentrionale, sia veneti, che emiliani, che lombardi. Nonostante il terremoto si sia verificato in un’area all’epoca caratterizzata da zone paludose, foreste e solo sporadici nuclei abitati, si dispone di un gran numero di informazioni storiografiche sull’evento, registrato negli Annales della fitta rete di monasteri benedettini e in molti altri documenti di varia natura ed epigrafi.

Tra i danni più significativi troviamo il crollo totale o parziale, a Verona, dell’anfiteatro romano, la basilica di San Zeno, la chiesa di San Fermo Maggiore, la chiesa di San Lorenzo, la chiesa di Sant’Elena e la chiesa di San Giovanni in Fonte.
Nei mesi successivi al primo fortissimo sisma avvennero varie repliche tutte molto intense: il 12 gennaio, il 4 giugno, il 1º luglio, il 1º ottobre e il 30 dicembre.
Secondo gli autori gli epicentri principali di queste varie intense scosse furono due: il primo quello di Verona, il secondo nel cremonese e fu quest’ultimo a causare il crollo della cattedrale di Cremona.

Questo articolo ovviamente non vuol far presupporre l’arrivo di una nuova forte scossa nel veronese, sia chiaro! Ogni faglia italiana possiede un passato sismico notevole, ricco di scosse anche ben più forti delle ultime a cui abbiamo assistito negli ultimi vent’anni. Il passato, ovviamente, ci aiuta a comprendere meglio ogni singola faglia del nostro sottosuolo.
Secondo l’INGV la pericolosità sismica del veronese è considerata media. Terremoti anche più forti di quello avvenuto oggi sono possibili per quanto la probabilità che si verifichino, ovvero la frequenza, non è particolarmente alta.

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A cura di Raffaele Laricchia