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Antartide: si chiude il buco dell’ozono dopo un 2020 da record

by Raffaele Laricchia

Buco dell’ozono da record al Polo sud, finalmente si è chiuso. 2020 da record.

Il buco dell’ozono antartico si è finalmente chiuso dopo un 2020 da record in cui aveva raggiunto dimensioni ragguardevoli. La formazione del famigerato “buco dell’ozono” è legato in larga parte a motivi naturali, soprattutto in Antartide: in particolare la sua presenza è figlia di un vortice polare stratosferico molto compatto, ovvero che presenta temperature estremamente basse per molto tempo (anche fino a -80°C).

Temperature così basse per lungo tempo, generalmente tra autunno e inizio primavera, permettono la formazione di cristalli di ghiaccio nelle nubi stratosferiche polari contenenti alte concentrazioni di cromo e bromo, determinanti poi all’arrivo dei primi raggi solari quando questi cristalli di ghiaccio tendono a sciogliersi.
Col ritorno del Sole primaverile, infatti, gli atomi di cromo e bromo si attivano e contribuiscono alla distruzione delle molecole di ozono, favorendo la formazione del “buco dell’ozono”.

Nel 2020 la concentrazione dell’ozono era calata drasticamente in Antartide, come comunicato dall’Organizzazione mondiale della meteorologia (Omm-WMO) ricordando che il buco era cresciuto rapidamente da metà agosto scorso, raggiungendo il picco di circa 24,8 milioni di chilometri quadrati il 20 settembre. Praticamente il buco riusciva a ricoprire quasi tutto il continente antartico.

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A cura di Raffaele Laricchia