Home > Salute, scienze e tecnologie > Covid: in Israele dopo 2 settimane dalla prima dose vaccino 33% di positivi in meno

Covid: in Israele dopo 2 settimane dalla prima dose vaccino 33% di positivi in meno

by Francesco Ladisa

Notizie incoraggianti arrivano dall’Israele, il paese numero uno al mondo per numero di vaccini anti Covid-19, dove a distanza di circa 2 settimane dalla prima somministrazione è stato già riscontrato un significativo calo dei positivi, pari al 33%. 

L’Israele ha già somministrato oltre 2.050.000 dosi, pari a 23,66 ogni 100 abitanti, e può rappresentare un importante indicatore dell’efficacia del vaccino (quello della Pfizer) anche per gli altri paesi.

La notizia del calo dei positivi attorno al 33% è arrivata dal Clalit HMO, la più importante delle quattro organizzazioni di servizi sanitari in Israele. I ricercatori israeliani hanno voluto indagare sui primi effetti portati dalla inoculazione della prima dose del vaccino, tentando di comprendere anche se aver vaccinato una parte della popolazione possa aver avuto un riflesso sulla trasmissione del virus.

In particolare, sono stati messi a confronto due gruppi: da una parte 200mila persone di oltre 60 anni che hanno ricevuto la prima dose di siero anti-Covid e dall’altra, ulteriori 200mila persone che non sono state vaccinate. In un periodo iniziale di 12 giorni, i due gruppi di pazienti hanno mostrato le stesse caratteristiche. Ma dal tredicesimo giorno in poi, fra i vaccinati, il numero di contagiati da coronavirus è calato, come detto, del 33% rispetto al gruppo opposto. La prima dose della vaccinazione sembra dunque ridurre in modo evidente il rischio di contagio fra gli ultra sessantenni. Tuttavia i medici hanno sottolineato che si tratta di dati preliminari, che necessitano di ulteriori approfondimenti.

La ricerca su questi dati, hanno riferito ancora le fonti di stampa israeliane, verrà portata avanti nelle prossime settimane fra quanti avranno nel frattempo ricevuto anche la seconda dose, che su indicazioni di Pfizer resta quella determinante ai fini dell’immunizzazione.

A cura di Francesco Ladisa