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“Neve chimica” in atto in Pianura Padana: immagini e video spettacolari!

by Francesco Ladisa

Diffuse nevicate in pianura Padana con alta pressione! Video e immagini della neve chimica.

Stamane assistiamo al fenomeno della “neve chimica” in molte zone della Pianura Padana, in maniera decisamente più diffusa rispetto a ieri.

Stando alle segnalazioni delle ultime ore, le aree interessate sono soprattutto quelle della bassa pianura lombarda ed emiliana, in particolare fra pavese, piacentino, parmense, dove un campo di alta pressione associato a temperature ben al di sotto dello zero sta favorendo la formazione di nebbie fitte. Condizioni che, unite ad elevati valori di PM10 e di altre polveri sottili (soprattutto a ridosso delle aree urbane e industriali), hanno portato alla caduta di neve, anche in assenza di una perturbazione atmosferica.

Non si tratta di fatti delle classiche nevicate (da fronte freddo oppure quelle che cadono solitamente al nord con perturbazioni atlantiche) ma di “neve da nebbia“, comunemente chiamata appunto neve chimica (per la verità con un termine non propriamente tecnico). Non perché sia artificiale, chiaramente, ma perché all’origine della sua formazione vi sono appunto le particelle inquinanti presenti in atmosfera che interagiscono con la nebbia.
Video da Soliera, nel modenese:

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Il risultato, come possiamo vedere dalle immagini, è similare a quello di una “vera” nevicata. Qui siamo a Pavia, dove la città si è svegliata con un velo bianco su alberi, prati e strade( foto di Lorenzo Bianchini).

Ma cos’è esattamente la neve chimica?

Il fenomeno della neve chimica si può verificare quando sussistano determinate condizioni quali temperature sottozero negli strati atmosferici, forte umidità con conseguente nebbia causata da inversione termica e, come suddetto, una elevata concentrazione di sostanze inquinanti (che servono da nuclei di congelamento), causate solitamente da intenso traffico automobilistico o dalla presenza di fabbriche che emettono appunto elementi inquinanti, come ossido di carbonio, biossido d’azoto, biossido di zolfo o i PM10.

In pratica le goccioline d’acqua sospese in atmosfera, all’interno della nebbia, tendono a legarsi alle particelle emesse dalle industrie che fungono da “nuclei di condensazione”, dando così origine a veri e propri fiocchi di neve che poi precipitano al suolo e imbiancano il paesaggio. Queste condizioni le ritroviamo stamane in diverse zone del nord e stanno favorendo appunto queste singolari “nevicate senza nubi”.

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A cura di Francesco Ladisa