Home > Meteo News > Il ciclone Eloise devasta il Mozambico, dove ora cresce l’emergenza umanitaria

Il ciclone Eloise devasta il Mozambico, dove ora cresce l’emergenza umanitaria

by Francesco Ladisa

Il ciclone Eloise ha colpito pesantemente il Mozambico centrale nei giorni scorsi, con piogge torrenziali, frane e venti tempestosi che hanno raggiunto i 160 km/h. Ingenti i danni a case, infrastrutture e agricoltura.

In seguito all’ondata di maltempo rischia di aggravarsi anche la giĂ  delicata situazione igienico-sanitaria della zona. Si stima che oltre 176.000 persone, compresi 90.000 bambini, avranno probabilmente bisogno di assistenza umanitaria. “I bambini che vivono nelle aree colpite, in particolare quelli sfollati, potrebbero presto essere presto esposti al rischio di contrarre malattie legate all’acqua, come colera e infezioni diarroiche”.

L’allarme è stato lanciato dall’Unicef. Le piĂą recenti informazioni dal luoghi colpiti dalla tempesta parlano di 8.400 persone che hanno perso le proprie case e almeno 26 centri sanitari e 85 aule andati distrutti. Nella cittĂ  portuale di Beira e nelle aree rurali, gravi inondazioni ora minacciano la popolazione che si sta ancora riprendendo dal ciclone Idai del 2019. “Meno di due anni fa ho visto con i miei occhi le devastanti conseguenze del ciclone Idai sui bambini e le famiglie nel Mozambico centrale, conseguenze che proseguono ancora oggi – ha dichiarato Henrietta Fore, direttore generale dell’Unicef -. Quest’ultima tempesta purtroppo ci ricorda che i bambini stanno pagando il prezzo piĂą alto di eventi meteorologici gravi legati al clima. Dobbiamo prendere sul serio le azioni per il clima e investire in misure per rafforzare la resilienza delle comunitĂ  vulnerabili”.

Le squadre d’emergenza dell’Unicef erano a Beira prima che il ciclone Eloise colpisse e ora stanno aiutando a comprendere i danni per garantire operazioni di soccorso rapide ed efficaci. Per dare una risposta immediata, l’Unicef distribuirà aiuti preposizionati di base per le famiglie e per l’igiene, prodotti per purificare l’acqua, teloni e medicine essenziali per un numero di persone che arriva fino a 20.000. L’Unicef lavorerà anche con le comunità locali e il governo del Mozambico per verificare i bisogni, dare priorità nel supporto ai più vulnerabili e garantire protezione ai bambini.

A cura di Francesco Ladisa