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Covid: probabile proroga dello stato d’emergenza sino a fine 2021

17 Giugno 2021, ore 11:04

Si fa concreta l’ipotesi di una nuova proroga dello stato d’emergenza, attualmente in vigore con scadenza fissata al 31 Luglio. Le ultime indiscrezioni giornalistiche parlano infatti di una volontà da parte del Presidente del Consiglio Mario Draghi di prorogarlo fino a Dicembre, malgrado i pareri contrari da vari ministri e membri del Governo.

Da Palazzo Chigi trapela che le esternazioni di alcuni membri del governo non è piaciuta. Prima su tutte quella di Speranza, generalmente cauto sull’alleggerimento delle restrizioni anti-Covid, ma che nei giorni scorsi si era augurato un mancato rinnovo dello stato d’emergenza “per dare un segnale positivo al Paese”. Una posizione in contrasto però con la volontà del ministro della Salute, secondo quanto scrive La Verità, di mantenere comunque in piedi strutture come il Cts o la figura del commissario Figliuolo.

Decidere di rinunciare allo stato d’emergenza da fine luglio, con la campagna vaccinale ancora in pieno svolgimento e un’immunità di gregge ancora lontana, significherebbe infatti togliere all’esecutivo la possibilità di prendere qualsiasi misura straordinaria in caso di un nuovo aumento dei contagi. Non solo, dovrebbero essere smantellate tutte quelle strutture e cancellate le figure ad hoc per la gestione dell’emergenza, dal Comitato tecnico scientifico a quella del commissario straordinario per l’emergenza, Francesco Paolo Figliuolo, che potrebbero essere ripristinate solo attraverso soluzioni normative ad hoc.

Dunque, nuovi contrasti su un tema già discusso in passato col Governo Conte. Un anno fa, l’allora premier decise, fra mille polemiche, per un rinnovo fino al 15 ottobre: non farlo, spiegò, provocherebbe “un arresto del sistema di protezione costruito in questi mesi difficili. Si tratta di una scelta obbligata basata su motivazioni tecniche”. E aggiunse che non si doveva fare “confusione davanti alla popolazione, c’è qualcuno che è stato convinto che la proroga dello stato d’emergenza significhi il ritorno al lockdown, non è affatto così”.

Cosa significa e cosa implica lo “stato di emergenza”

Lo stato di emergenza viene deliberato dal consiglio dei ministri su proposta del premier d’intesa con i governatori e i presidenti delle Province autonome interessate.

Viene disposto al verificarsi di eventi eccezionali, come terremoti alluvioni o come avvenuto in occasione del Covid-19. Tra le prime deliberazioni del CdM c’è quella di individuare le risorse finanziarie per l’avvio degli interventi più urgenti.

Con lo stato di emergenza vengono autorizzate anche le ordinanze di protezione civile in modo da poter agire con urgenza e con poteri straordinari per tutelare i cittadini. Si possono inoltre attuare interventi speciali con ordinanze in deroga alle disposizioni di legge, rispettando i principi generali dell’ordinamento giuridico.

Con la dichiarazione dello stato di emergenza, che attualmente scade il prossimo 31 luglio ed è prorogabile al massimo fino a gennaio 2022, vengono snellite le procedure di approvazione di leggi e decreti. Vengono anche disposte le misure sanitarie, come l’obbligo delle mascherine all’aperto o il distanziamento sociale, e incentivato il ricorso allo smart working per le aziende. Il governo, inoltre, può ricorrere agli ormai celebri Dpcm, decreti che non passano attraverso l’approvazione parlamentare.