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Forti temporali “artificiali” negli Emirati Arabi: l’inseminazione delle nuvole porta la pioggia

28 Luglio 2021, ore 21:43

Per spezzare la morsa della siccità negli Emirati Arabi è stato necessario l’intervento del “cloud seeding“, ovvero l’inseminazione artificiale delle nuvole. Il cloud seeding è una manipolazione del tempo estremamente localizzata, in grado di portare qualche effetto nell’area dove viene esercitata.

Da oltre due settimane le temperature non scendono sotto i 40°C negli Emirati Arabi: addirittura a Dubai la colonnina di mercurio ha toccato i 45°C in condizioni di estrema siccità. La pioggia latita da troppo tempo, come è normale in una regione come quella arabica, situata nella fascia tropicale e di conseguenza molto secca.

Per sopperire alla mancanza di pioggia le autorità hanno dato il consenso all’uso della tecnologia: l’inseminazione artificiale delle nuvole, una tecnica utilizzata già un decennio fa negli USA, in Russia e in Cina a livello estremamente locale.

Il cloud seeding consiste nell’immettere sostanze del tutto naturali all’interno delle nubi di tipo cumuliforme (quelle a sviluppo verticale). Queste sostanze sono cristalli di sale, magnesio, cloruro di potassio e di sodio, i quali fungono da nuclei di condensazione per favorire la formazione delle tanto attese gocce di pioggia. Un processo molto simile, in via naturale, avviene anche in Italia quando subentra il pulviscolo sahariano alle alte quote durante un’ondata di caldo: spesso, quando sono presenti alte concentrazioni di pulviscolo desertico, possono formarsi improvvisi annuvolamenti in grado di provocare deboli e brevi piovaschi.

L’inseminazione artificiale delle nuvole ha generato lo stesso tipo di fenomeno, ovvero la condensazione del vapore acqueo attorno a queste particelle per generare le gocce d’acqua che andranno poi a bagnare il suolo.
Secondo le autorità locali la tecnica ha generato la tanto attesa pioggia su un’area piuttosto ristretta. La stessa nube, poi, è sfociata in un forte temporale nei pressi di Dubai che non ha causato alcun danno.

Per il momento resta una tecnica sperimentale che ancora solleva molti dubbi in ambito scientifico. Oltre tutto non è assolutamente da confondere con le teorie fantascientifiche del complotto, secondo cui tramite queste “manipolazioni” è possibile modificare il clima, creare uragani, fenomeni estremi o addirittura la siccità. Le sostanze utilizzate, inoltre, sono naturali e non dannose per l’uomo.

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