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Meteo: finisce la tregua, torna il grande caldo africano da Mercoledì

by Francesco Ladisa

La fase climatica più gradevole che ha caratterizzato gli ultimi giorni sta per interrompersi bruscamente. Sul bacino del Mediterraneo tornerà infatti ad espandersi con decisione l’anticiclone nord-africano, che riporterà una nuova – l’ennesima – ondata di calore sulla nostra penisola.

Fra oggi e domani avremo ancora un caldo abbastanza sopportabile, con locale instabilità portata da infiltrazioni residue di aria più fresca, specie sui rilievi del nord-est e sull’Appennino centrale. Ma fra Mercoledì e Giovedì l’alta pressione africana riconquisterà come detto il nostro territorio e farà aumentare sensibilmente le temperature da nord a sud.

Dunque caldo e afa saranno in intensificazione: le temperature diurne toccheranno nuovamente i 34-37 gradi in Pianura Padana e nelle zone interne del centro-sud, specie sul versante tirrenico. Qualche grado in meno in genere sulle regioni adriatiche e sul Meridione, ma il caldo sarà comunque intenso e aumenterà anche l’umidità con il passare dei giorni.

Seconda parte di settimana con caldo africano e temperature nuovamente molto elevate, specie al centro-nord.

Farà caldo anche sulle Alpi e in generale sulle nostre montagne, con lo zero termico che si assesterà nuovamente fra i 4000-4500 metri. Una pessima notizia per la salute dei ghiacciai, messi già a dura prova dalle temperature record nelle scorse settimane.

Questa nuova ondata di caldo si protrarrà molto probabilmente per l’intera settimana: l’apice potrebbe arrivare fra Venerdì/Sabato, quando si potranno toccare punte di 38-39 gradi al centro-nord. L’anticiclone porterà una forte stabilità atmosferica, quindi tanto sole e soltanto qualche occasionale rovescio per lo più relegato ai settori alpini.

Un cambiamento potrebbe esserci all’inizio della prossima settimana, con calo termico e ritorno dei temporali. Ma le incognite sono ancora molte e occorre attendere i prossimi aggiornamenti per una previsione più affidabile.

 

A cura di Francesco Ladisa