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Febbre del Nilo: primo caso sospetto a Catania, donna ricoverata in gravi condizioni

6 Ottobre 2022, ore 12:31

Caso sospetto di Febbre del Nilo per una donna del catanese, attualmente ricoverata nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale San Marco di Catania.

La donna, 72 anni, residente in una zona di campagna a Ramacca, sarebbe in gravi condizioni. Sulla vicenda c’è il massimo riserbo. A confermare se si tratti o no di Febbre del Nilo sarà nei prossimi giorni l’Istituto Superiore di Sanità, dopo le necessarie analisi di laboratorio.

La febbre del Nilo è provocata da un virus che ha come serbatoi uccelli e zanzare, le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Il West Nile Virus fa parte della famiglia dei Flaviviridae ed è  stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile. È diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America. Ma negli ultimi anni sta circolando anche in Italia, soprattutto al Nord.

La maggior parte delle persone infette – spiega il sito dell’Istituto Superiore di Sanità  (Iss) – non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri come febbre, mal di testa, nausea, vomito, sfoghi cutanei. I sintomi più  gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette, in genere anziani o soggetti debilitati, e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma.

La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli. Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit immunitari.