Previsioni meteo, LARICCHIA: “confermata ciclogenesi esplosiva martedì, situazione da non sottovalutare”

20 Novembre 2022, ore 15:57

Mancano poco meno di 36 ore alla formazione di un temibile ciclone all’interno del Mediterraneo, il quale sarà alimentato da aria più fredda nord Atlantica in distensione “forzata” verso il nostro Stivale. Questa saccatura fredda si allungherà sin verso la nostra penisola dove si avviterà dando vita ad una ciclogenesi molto profonda, la quale innescherà venti fortissimi su buona parte d’Italia e precipitazioni diffuse e a tratti abbondanti.

“È una situazione da non sottovalutare assolutamente”, afferma il tecnico meteorologo Raffaele Laricchia. “Quella in arrivo sarà l’ondata di maltempo più intensa degli ultimi 6-7 mesi. Non ci capita tutti i giorni di assistere ad un calo vertiginoso della pressione nel Mediterraneo come quello che si concretizzerà martedì”.

Facciamo chiarezza, cosa accadrà esattamente? Una massa d’aria fredda nord Atlantica si incanalerà nelle prime ore di martedì sull’alto Tirreno dove darà vita ad un vortice di bassa pressione in rapido spostamento verso il medio-alto Adriatico. Questo vortice avrà un minimo di pressione decisamente ragguardevole, addirittura di 981 hpa stando agli ultimi aggiornamenti. Insomma ci troveremo davanti ad una “ciclogenesi esplosiva”, che in gergo tecnico sottintende un calo della pressione di almeno 24 hpa (ettopascal) in 24 ore. Ebbene in questo caso la pressione potrebbe crollare di almeno 30 hpa in 24 ore sulle regioni del centro-nord (lunedì mattina avremo una pressione di circa 1011 hpa).”

Cosa succede con un calo così marcato della pressione? “Beh, assisteremo alla formazione di un ciclone extra-tropicale di grandi dimensioni che, seppur abbastanza rapido, avrà il tempo di scatenare fortissime raffiche di vento e piogge a tratti molto abbondanti. I venti saranno a carattere ciclonico, con raffiche impetuose sul lato tirrenico, gran parte del sud, lungo l’Appennino ed anche al nord. Insomma buona parte d’Italia dovrà fare i conti con venti medi sui 30-50 km/h e con raffiche superiori ai 90-100 km/h.  La bora sferzerà l’alto Adriatico con venti ad oltre 100 km/h specie tra il pomeriggio e la sera di martedì. Non escludo, purtroppo, picchi di raffica addirittura superiori ai 120-125 km/h su regioni come Campania, Molise, Lazio, Veneto, Emilia Romagna e a sprazzi lungo l’arco alpino. “

Come mai venti così impetuosi? “La risposta è nel fittissimo gradiente barico orizzontale che si manifesterà. In pratica la pressione calerà rapidamente lungo un raggio di poche centinaia di chilometri, e questo imprimerà una notevole accelerazione all’aria che tenderà, giocoforza, a muoversi verso il centro della bassa pressione. Questo viene chiamato “vento di gradiente“. Tuttavia c’è da aggiungere l’ulteriore accelerazione che potrebbe apportare il “vento isallobarico”, un vento decisamente più raro e impetuoso che si manifesta col rapido passaggio di questi grandi cicloni extra-tropicali dove la pressione scende e sale molto rapidamente. Insomma il risultato finale sarà l’arrivo di raffiche molto intense per alcune ore, capaci di creare numerosi danni e disagi”.

La moviola previsionale delle raffiche di vento:

E la pioggia? “Le precipitazioni saranno diffuse ma non uguali per tutti. Pioverà maggiormente sul lato tirrenico dove sarà elevato il rischio di temporali e nubifragi (dalla bassa Toscana alla Calabria settentrionale). Anche il Nord-est è nel mirino di forti piogge e nubifragi, specie a ridosso dei monti. Oltre i 1000-1200 metri dell’arco alpino ci sarà la neve, quantomeno in grado di tamponare la discesa di grandi quantità d’acqua a valle. “