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Fiamme in Sicilia: situazione gravissima a Palermo, centinaia di persone finiscono in ospedale per inalazione fumo

25 Luglio 2023, ore 12:52

La Sicilia è alle prese non solo con una eccezionale ondata di caldo africano ma anche con una seria emergenza incendi. La situazione è critica dalla serata di ieri soprattutto nel palermitano, dove sono in atto numerosi roghi che hanno minacciato o interessato diverse abitazioni e costretto all’evacuazione di centinaia, se non migliaia, di persone.

Circa duecento gli accessi negli ospedali palermitani a seguito dei roghi divampati sul territorio. Sono 187 gli interventi effettuati dalla mezzanotte a questa mattina. Nessun ferito grave, i soccorsi hanno riguardato prevalentemente casi di inalazione da fumo.

Una lunghissima lingua di fuoco circonda il capoluogo siciliano, dalla zona orientale di Monreale fino al promontorio di Capo Gallo, che da un lato domina la borgata balneare di Mondello e dall’altro quella di Sferracavallo. E ancora la collina di Bellolampo, dove ha preso fuoco anche la quarta vasca della discarica comunale facendo scattare l’allerta per il rischio diossina, e quella di contrada Inserra nei pressi dell’ospedale Cervello, che è stato minacciato dalle fiamme ma non evacuato. La situazione, fanno sapere dal nosocomio, è attualmente sotto controllo e l’allarme al momento sembra rientrato.

Chiuso per molte ore anche l’aeroporto Falcone Borsellino a causa delle fiamme che dalle montagne circostanti hanno raggiunto Punta Raisi circondando la zona perimetrale dello scalo. Il traffico è stato sospeso fino alle 11 e otto voli sono stati cancellati, due sono stati dirottati su Trapani Birgi.

Ecco un aggiornamento di poco fa della Protezione Civile:

Evacuate 1000 persone circa ad Altofonte e circa 500 a Palermo. Gli incendi che stanno interessando tutta la zona collinare periferica di Palermo, al momento, sono in gestione. I canadair del Dipartimento Nazionale e gli elicotteri della forestale regionale alle prime luci dell’alba hanno iniziato a operare spegnendo, nonostante il vento e le turbolenze,
le fiamme più pericolose. Le zone più colpite del palermitano sono Altofonte, zona Baita, Ciaculli, Mondello, Tommaso Natale, Capo Gallo, Pizzo Sella, Borgetto, Terrasini, Poggio Ridente, Capaci, Le Roy Merlin, Isola delle Femmine.
Le famiglie evacuate sono state accolte nell’area di attesa in piazzale Francia predisposto dalla Protezione civile regionale e comunale. Tuttavia molte stanno rientrando nelle proprie case le quali non sono più a rischio incendio o stanno trovando ricovero da parenti e amici. In aggiornamento.

Drammatico l’appello di Coldiretti:

“Una catastrofe senza precedenti con un danno ambientale incalcolabile. Non è più possibile affrontare la criminalità, condizioni meteorologiche estreme e la destrutturazione del sistema antincendio in questo modo. A ciò si associa un’evidente follia dei piromani che minaccia tutti”. Lo afferma Coldiretti Sicilia, che sta monitorando in tutta l’Isola una situazione tragica con migliaia di ettari bruciati, polmoni verdi distrutti, case rovinate, produzioni danneggiate. “Un calcolo che già ammonta a vari milioni di euro ma che di fatto non è quantificabile anche per le evidenti conseguenze che tutta la Regione avrà. Ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi bruciati con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo – conclude Coldiretti Sicilia – con effetti devastanti dal punto di vista ambientale dovuti alla perdita di biodiversità”.