COVID: arriva pillola per “guarigione lampo”

23 Gennaio 2024, ore 20:05
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L’Effetto accelerato del Simnotrelvir nella guarigione da Covid

Una rivoluzionaria pillola anti Covid, denominata simnotrelvir, emerge come una promettente arma nella lotta contro il Covid-19. Uno studio pubblicato sul prestigioso “New England Journal of Medicine” ha rivelato che il simnotrelvir può ridurre il tempo di recupero da Covid-19 di circa 1,5 giorni, in casi di severità lieve o moderata. Questo farmaco rappresenta un significativo passo avanti, specialmente considerando la sua efficacia nell’abbreviare la durata dei sintomi.

Disponibilità e accoglienza del farmaco

Lanciato in Cina all’inizio del 2023, con autorizzazione per uso di emergenza, il simnotrelvir si è distinto non solo per la sua efficacia, ma anche per il suo costo competitivo rispetto agli altri farmaci disponibili sul mercato. La pillola, nota per il suo rapido effetto dopo l’assunzione, allevia sintomi comuni come febbre, tosse e naso che cola, come riportato anche da ‘Nature’ online. Saye Khoo, farmacologo e esperto in malattie infettive presso l’Università di Liverpool, ha elogiato il farmaco definendolo “chiaramente potente” e sottolineando l’importanza dei risultati positivi ottenuti.

Gli svantaggi del Simnotrelvir

Nonostante i suoi benefici, il simnotrelvir condivide alcuni degli svantaggi del Paxlovid, come il sapore sgradevole e l’incompatibilità con certi farmaci comuni. Inoltre, secondo Khoo, lo studio ha imposto ai partecipanti di iniziare il trattamento entro tre giorni dall’insorgere dei sintomi, una finestra temporale che può risultare impegnativa per test e interventi.

Prospettive future e conclusioni 

Nonostante l’entusiasmo per l’arrivo di nuovi farmaci come il simnotrelvir, Khoo sottolinea che la priorità per molti medici rimane la prevenzione di ricoveri ospedalieri e decessi, specialmente nelle persone ad alto rischio. Dunque il suo utilizzo andrebbe concentrato su questi individui.

“La conclusione – dichiara ancora Khoo – è che diamo il benvenuto a ogni nuovo farmaco, ma nessuno di questi dice l’ultima parola in termini di antivirali Covid”.