Scossa di terremoto a elevata profondità del Mar Tirreno: dati e spiegazione

26 Gennaio 2024, ore 19:01
terremoto tirreno

Nel pomeriggio del 26 gennaio 2024, esattamente alle ore 16, una scossa sismica di magnitudo 4.1 è stata registrata nel Tirreno Meridionale, sotto le profondità marine.

L’evento sismico è avvenuto a a grande profondità. La scossa è stata localizzata a ben 276.4 chilometri sotto la superficie del mare. Terremoti che si verificano a questa profondità sono noti come “terremoti profondi”, e le loro onde sismiche tendono a dissiparsi prima di raggiungere la superficie terrestre. Di conseguenza, la maggior parte delle persone in superficie non avverte neppure la scossa.

Evento di subduzione

I terremoti che si verificano a elevate profondità nel Tirreno sono generalmente associati ai processi di subduzione, che sono caratteristici di molte regioni sismicamente attive del mondo. Per capire meglio questa connessione, è importante comprendere cosa sia la subduzione e come influenzi la profondità dei terremoti.

La subduzione è un processo geologico che si verifica quando una placca tettonica, che costituisce la litosfera terrestre, si spinge sotto un’altra placca. Questo avviene perché le placche litosferiche sono rigide e galleggiano sulla densa astenosfera sottostante. Quando due placche si scontrano, la più densa delle due generalmente viene “subdotta” sotto l’altra. Questa interazione tra le placche può generare una serie di eventi sismici a diverse profondità.

Nel caso del Tirreno, questa regione è interessata dalla subduzione della placca africana più densa sotto la placca eurasiatica più leggera. Più dettagliatamente, la placca ionica (che appartiene alla placca africana) si inflette sotto la Calabria e scende verso nord-ovest, al di sotto del bacino tirrenico. L’antico oceano della Tetide quindi, (il Mar Ionio) si inflette sotto la Calabria e sprofonda sotto il Mar Tirreno dando luogo a un’attività sismica particolarmente profonda. La subduzione non è evidenziata solo dai terremoti profondi, ma anche da un’area che rappresenta un’anomalia di velocità. Come sappiamo la Calabria si muove in direzione opposta all’Africa di 3,5 mm annui, quindi al di sotto della regione c’è una vera zona di subduzione che un tempo era più grande e correva lungo tutta la catena appenninica. Oggi, a causa di rispettivi strappi nella litosfera, la subduzione è limitata a 200 chilometri sotto la Calabria, ed è proprio sotto questa ristretta zona che si verificano i terremoti profondi che osserviamo generalmente al largo del Mar Tirreno.

L’evento sismico di oggi, con una profondità di 276.4 chilometri nel Tirreno, è tipico di terremoti associati a questa subduzione.