Neve Chimica: quando l’inquinamento ambientale si trasforma in fiocchi di neve

30 Gennaio 2024, ore 16:23
neve chimica

Nella notte e primo mattino di oggi 30 Gennaio si sono verificate leggere nevicate in Pianura Padana, che hanno imbiancato ampie zone soprattutto fra basso Veneto, Lombardia, Emilia Romagna. Non si è trattato però della classica nevicata che avviene in presenza di una perturbazione, ma del fenomeno della cosiddetta neve chimica (o neve da nebbia).

Cosa è la neve chimica? Ecco la spiegazione:

Questo fenomeno è notevolmente diverso da una comune nevicata, poiché non è causato da nuvole che producono precipitazioni nevose, ma piuttosto dall’interazione tra la nebbia, che è essenzialmente vapore acqueo, e le sostanze inquinanti presenti nell’aria, in particolare quelle emesse in grandi quantità dalle attività industriali (come sappiamo molto diffuse in Pianura Padana).

Le condizioni atmosferiche che favoriscono la formazione della neve chimica sono un forte anticiclone che induce nebbia, inversione termica e temperature molto basse, soprattutto durante le ore notturne. In questo contesto, si verifica anche un aumento delle concentrazioni di inquinanti atmosferici, creando le condizioni ideali per la comparsa di questo fenomeno insolito.

Ma cosa esattamente è la neve chimica? Si tratta di un evento relativamente raro che si verifica quando alcune condizioni particolari sono soddisfatte. Queste condizioni includono temperature sottozero negli strati atmosferici, un’elevata umidità che porta alla formazione di nebbia a causa dell’inversione termica e, come abbiamo menzionato, una concentrazione significativa di sostanze inquinanti nell’aria. Queste sostanze inquinanti, come l’ossido di carbonio, il biossido d’azoto, il biossido di zolfo o le particelle PM10, svolgono un ruolo cruciale agendo come nuclei di congelamento.

Nella pratica, le minuscole goccioline d’acqua sospese nell’atmosfera all’interno della nebbia tendono ad attaccarsi alle particelle inquinanti emesse dalle industrie. Queste particelle inquinanti fungono da “nuclei di condensazione”, dando origine a veri e propri fiocchi di neve che poi precipitano al suolo, imbiancando il paesaggio. Questo processo crea una nevicata insolita, senza la presenza di nuvole tradizionali.

Attualmente, queste condizioni favorevoli per la formazione della neve chimica sono state osservate in diverse zone del Nord Italia, creando uno spettacolo affascinante e al tempo stesso sollevando preoccupazioni sull’inquinamento atmosferico. Infatti, mentre la neve chimica può apparire suggestiva, è anche un indicatore dell’elevata presenza di inquinanti nell’aria, che può avere effetti negativi sulla salute umana e sull’ambiente.

Nell’immagine in alto, la neve chimica di stamattina nei pressi di Parma