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Meteo: ondata di freddo dopo metà mese, che rischio!

Conferme su conferme sul freddo della prossima settimana. Si temono gelate tardive

11 Aprile 2024, ore 10:41
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Mentre ci avviamo a trascorrere l’ennesimo fine settimana di stampo estivo che potrebbe regalarci anche nuovi momenti in riva al mare, ecco che l’evoluzione meteo per la prossima settimana ci riserva grandissime sorprese. Tutti i centri di calcolo al momento sono concordi con l’arrivo di una improvvisa ondata di freddo tardiva che potrebbe non solo far crollare le temperature ma anche portare un concreto rischio di brinate e gelate tardive.

Torna il freddo artico

L’irruzione fredda di stampo Artico potrebbe scivolare prima sull’Europa Centro orientale ed infine anche sull’Italia tra il 16 e il 19 Aprile. Non sarà un’ondata di gelo in grado di portare nevicate in pianura o a bassa quota, bensì una semplice eruzione artica che potrebbe regalare nevicate fino a quote di bassa montagna, ovvero attorno ai 700 o 800 m di quota. Naturalmente le temperature crollerebbero su tutta Italia, portandosi addirittura al di sotto delle medie tipiche del periodo, dopo che poche ore prima percepiremmo temperature simili estive.

Insomma, ci toccherà nuovamente metter mano ad abiti più pesanti e ai cappotti su tutta Italia, soprattutto sul centro sud dove la percezione del freddo sarà maggiore in quanto soffieranno sostenuti venti settentrionali di tramontana. Le temperature potrebbero crollare anche di oltre 15 ° rispetto a quelle che registreremo tra il weekend e l’avvio della prossima settimana.

Rischio gelo notturno

Ma, come detto poc’anzi, il rischio più alto è quello di brinate e gelate notturne che potrebbero subentrare tra il 18 e il 19 Aprile, nel momento in cui l’intera irruzione d’aria fredda scivolerà verso est abbandonando l’Italia. Col ritorno dell’alta pressione su tutto lo stivale, potremmo imbatterci in potenti cali di temperatura durante le ore notturne, che favorirebbero l’arrivo di Brinate e gelate su Valli e pianure, causando notevoli disagi e danni al comparto agricolo. Questo al momento è un concreto rischio che sarà ovviamente valutato nei prossimi aggiornamenti.