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Meteo: il freddo accelera dal week-end, occhio a grandine e neve

Ancor più freddo nel week-end, tanti temporali con grandine e spunta anche la neve!

18 Aprile 2024, ore 20:45
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Le fredde correnti settentrionali hanno invaso tutta Italia, favorendo un deciso calo delle temperature e spazzando via il caldo anomalo delle scorse settimane. Le temperature sono scese di oltre 10 o addirittura 15 °, portandosi al di sotto delle medie tipiche del periodo di almeno 3 o 4 °. Insomma, non è arrivato il freddo intenso o il gelo capace di portare la neve in pianura, ma il calo termico è stato comunque molto rilevante considerando che arriviamo da una lunga fase calda.

Nei prossimi giorni queste correnti fredde continueranno a sorvolare la nostra penisola, garantendo temperature spesso inferiori alle medie del periodo e inoltre alimenteranno tanta instabilità come acquazzoni, temporali e locali grandinate. Il Nord Italia sarà il bersaglio principale di tutta questa instabilità, soprattutto a partire dal fine settimana, quando il nucleo più freddo in alta quota si posizionerà proprio tra il settentrione e l’Europa centrale.

Occhio ai temporali e alla grandine

Ogni giorno avremo a che fare con tanti temporali disorganizzati e quindi con fenomeni molto sparsi, però localmente intensi, provvisti anche di grandine con chicchi di medie dimensioni. Inoltre, laddove avremo a che fare con acquazzoni e temporali avremo improvvisi crolli di temperatura, con la colonnina di mercurio che rischia di portarsi anche al di sotto dei 7 o i 6 °.

La neve

Con la presenza di tutta questa aria fredda alle medio alte quote, è chiaro che potremmo imbatterci in nuove nevicate non solo in montagna, ma anche a quote collinari, soprattutto sulle Alpi, le Prealpi e l’Appennino settentrionale. In particolare spicca la possibilità di neve a quote relativamente basse per il periodo tra domenica e lunedì. Sul Nord ovest è molto probabile che la neve possa spingersi a quote addirittura di bassa collina tra Valle d’Aosta e Piemonte, soprattutto sui settori pedemontani del cuneese e del torinese. Qui i fiocchi bianchi potrebbero raggiungere addirittura i 200 o i 300 m di altitudine durante i fenomeni più intensi, mentre sul resto dell’arco alpino e sull’appennino settentrionale la quota neve oscillerà tra i 600 e i 1000 m di altitudine.