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Sumatra: colate di fango e detriti vulcanici travolgono interi villaggi, numerose vittime e dispersi

13 Maggio 2024, ore 13:36

Nel weekend dell’11-12 maggio, l’Isola di Sumatra è stata colpita da una pesante alluvione che ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione e dolore. Abitazioni, scuole, ospedali e moschee sono stati danneggiati o completamente distrutti e ampie zone di terra sono state sommerse da acqua e fango. Il bilancio delle vittime è di almeno 40 morti e 17 dispersi, con il timore che il numero possa aumentare col passare delle ore.

Le cause di questa tragedia sono legate alle violente piogge monsoniche che hanno colpito la parte occidentale dell’isola. Ma il contributo fatale è stato dato dai materiali vulcanici eruttati dal vulcano Marapi durante l’eruzione del 4 dicembre 2023. Le piogge hanno mobilitato il materiale vulcanico che si era solidificato lungo le pendici del vulcano, generando una colata di fango caratterizzata da una grossa mole di rocce e detriti, nota come lahar o anche come “lava fredda”. Queste colate hanno travolto i distretti Agam e Tanah Datar devastando numerosi villaggi.

Le lahars sono un fenomeno noto e temuto nelle aree vulcaniche, dove grandi quantità di detriti vulcanici possono essere mobilitate da piogge intense o eruzioni vulcaniche. Questi flussi, con una viscosità simile a quella del cemento, possono scendere rapidamente verso valle, distruggendo tutto ciò che trovano sul loro cammino. Non di rado, queste colate possono essere anche calde, rendendo la situazione ancora più pericolosa.
La solidificazione rapida dei lahars una volta che il flusso si ferma è una caratteristica che aggiunge ulteriore devastazione, trasformando rapidamente le zone colpite in paesaggi apocalittici di fango e detriti.