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Campi Flegrei: rubate batterie dei sensori INGV che monitorano i terremoti nella zona

29 Maggio 2024, ore 10:52
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L’Osservatorio Vesuviano, responsabile del monitoraggio sismico e del bradisismo nei Campi Flegrei, si trova a fronteggiare una spiacevole situazione negli ultimi giorni. I sensori sismici, cruciali per rilevare e analizzare i movimenti tellurici, sono stati oggetto di atti vandalici e furti. A denunciare l’accaduto è Mauro Antonio di Vito, direttore dell’Osservatorio Vesuviano, durante una recente audizione presso la Commissione Protezione Civile del Comune di Napoli, presieduta da Nino Simeone.

Di Vito ha espresso grande amarezza per la situazione. Le batterie delle delicate apparecchiature dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia sono state rubate, compromettendo la funzionalità delle stazioni sismologiche. Le stazioni collocate in mare sono state danneggiate dal traffico delle imbarcazioni nel Golfo di Pozzuoli, mentre quelle terrestri, situate in aree pubbliche, sono spesso vittime di atti vandalici e furti. “Purtroppo, in questo territorio assistiamo anche a questo – ha affermato Di Vito – per noi sono dati fondamentali quelli che ci arrivano dalla nostra rete di monitoraggio. Chiediamo il supporto delle istituzioni per questo”.

Il furto più recente è avvenuto venerdì scorso nella zona del Rione Terra, dove è stato registrato il massimo sollevamento del terreno. La batteria che alimenta la stazione RITE della rete GPS dell’Osservatorio Vesuviano è stata poi ritrovata poco distante, probabilmente abbandonata dai ladri dopo essersi accorti di essere stati individuati. Sulla vicenda è stata sporta denuncia alle autorità competenti.

Durante la commissione del Consiglio comunale di Napoli, Di Vito ha illustrato la situazione nella caldera dei Campi Flegrei dopo gli ultimi sciami sismici, in particolare quello del 20 maggio, che ha registrato una scossa di magnitudo 4.4, la più forte degli ultimi 40 anni. Ha ribadito che tutti i dati rilevati dall’Osservatorio sono pubblici e accessibili, sottolineando la trasparenza delle loro operazioni. “Tutto quello che facciamo è pubblico – ha detto Di Vito – anche i dati che rileviamo. Noi non nascondiamo nulla”.

La situazione descritta da Di Vito evidenzia l’urgenza di maggiori misure di protezione per le apparecchiature di monitoraggio e di una maggiore consapevolezza da parte della comunità locale riguardo l’importanza di questi strumenti per la sicurezza e la prevenzione dei rischi sismici. L’appello alle istituzioni è chiaro: è necessario un intervento immediato per proteggere e salvaguardare le infrastrutture che monitorano una delle aree vulcaniche più attive e pericolose del mondo.