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Pulviscolo sahariano nei cieli: ecco quando se ne andrà dall’Italia

21 Giugno 2024, ore 11:18
pulviscolo cieli

In questi ultimi giorni l’Italia è stata investita da un’ondata di caldo intensa dovuta all’anticiclone africano, che ha portato le temperature a sfiorare i 40 gradi in diverse regioni. Questa avvezione di aria calda è stata accompagnata da una spessa coltre di pulviscolo sahariano, che ha reso i cieli biancastri o a tratti giallognoli, in pieno stile africano.

Le origini del pulviscolo sahariano, come arriva in Italia

L’anticiclone africano, come saprete, è un’area di alta pressione di origine subtropicale che, durante la stagione estiva, si espande frequentemente verso nord, influenzando il clima del Mediterraneo e dell’Europa meridionale. Questo sistema meteorologico si forma sopra il Sahara e, trasportato dalle correnti atmosferiche, può raggiungere l’Italia portando con sé aria calda, a volte rovente. Questa massa d’aria calda in arrivo dal Nord Africa non solo alza notevolmente le temperature, ma nella maggior parte dei casi porta anche con sé il pulviscolo desertico. Questo pulviscolo, composto da particelle finissime di polvere e minuscoli frammenti minerali, viene sollevato dalle tempeste di sabbia nel Sahara e trasportato dai venti in quota verso l’Europa meridionale, a tratti anche sull’Europa centrale e orientale. Determinati parametri e variabili possono naturalmente influenzare intensità ed estensione del fenomeno: tra questi vi è anche il cambiamento climatico.

L’incremento delle temperature e la presenza di pulviscolo sahariano hanno effetti anche sulla qualità dell’aria e di conseguenza sulla salute pubblica. In particolare, il pulviscolo contribuisce all’inquinamento atmosferico, aumentando le concentrazioni di particolato fine presenti in atmosfera (PM10 e PM2.5). Queste particelle, come sappiamo, possono penetrare profondamente nei polmoni, causando problemi respiratori, irritazioni oculari e peggioramento delle malattie cardiovascolari. In questo articolo puoi approfondire il tema dell’inquinamento e dei rischi per la salute legati al pulviscolo sahariano.

Quando finirà questo fenomeno

Secondo le immagini satellitari e le mappe delle concentrazioni di pulviscolo desertico presenti in atmosfera, il fenomeno persiste tutt’ora sull’Italia, soprattutto al centro-sud. I cieli infatti appaiono offuscati e biancastri, mentre al nord si stanno verificando piogge sabbiose a causa dell’arrivo del maltempo.

Tuttavia, ci sono buone notizie all’orizzonte. L’anticiclone africano inizierà a ritirarsi durante il weekend. Già da sabato 22 giugno, le correnti più fresche di origine atlantica inizieranno a spazzare via la cappa di calore e il pulviscolo su tutto il centro-nord. Progressivamente, i cieli torneranno ad essere più azzurri e limpidi (al netto delle nubi e dei temporali ovviamente, ma che nella giornata di Sabato saranno pochi).

Domenica sarà la volta del sud Italia. Anche le regioni meridionali vedranno una diminuzione delle concentrazioni di pulviscolo desertico, con l’aria che si “ripulirà” significativamente. Nei giorni successivi, il fenomeno non dovrebbe ripresentarsi, almeno per buona parte della prossima settimana stando alle ultime previsioni. Anche se dovremo fare i conti con numerosi temporali portati da una perturbazione atlantica, potremo comunque godere di un’atmosfera finalmente più pulita e “respirabile”.