Il potente flare solare di classe X5.1 esploso nelle scorse ore dalla Regione attiva 4274 ha generato una nuova espulsione di massa coronale (CME) diretta verso la Terra. Secondo i modelli preliminari della NASA, questa nube di plasma ad alta energia dovrebbe raggiungere il nostro pianeta nella tarda serata del 12 novembre, andando a sommarsi anche agli effetti di altre CME emesse nei giorni precedenti.
Le analisi del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) indicano che due di queste precedenti espulsioni potrebbero fondersi nello spazio, formando una cosiddetta “CME cannibale”: una struttura più compatta e potente, capace di produrre un’onda d’urto amplificata. Quando questa si scontrerà con il campo magnetico terrestre, potrebbe innescare tempeste geomagnetiche di forte intensità.
L’interazione tra le varie espulsioni, inclusa quella appena originata dal flare X5.1, potrebbe determinare una tempesta geomagnetica severa di livello G4 tra il 12 e il 13 novembre. Anche nello scenario più moderato, con impatti separati, non si esclude la possibilità di tempeste di livello G3, in grado comunque di rendere visibili aurore a latitudini insolitamente basse.
Cosa significa per noi
In caso di cieli sereni e buone condizioni di oscurità, sarà possibile ammirare spettacolari aurore polari da diverse aree del pianeta. In Europa, il fenomeno potrebbe essere visibile dalle regioni più settentrionali come Scozia, Irlanda del Nord e Inghilterra; tuttavia, in caso di tempesta G4, non è esclusa la comparsa di lievi aurore o archi SAR (bande luminose rossastre) anche sull’Europa centrale e fino all’arco alpino.
Le prossime 24 ore saranno cruciali per capire la reale traiettoria e l’intensità dell’impatto: seguiranno aggiornamenti da parte dei principali enti di monitoraggio.