Redditometro: ecco chi colpirà secondo la Cgia

Redditometro: ecco chi danneggierà il nuovo strumento di investigazione fiscale, secondo la Cgia di Mestre

Redditometro /A Marzo arriverà il redditometro, denominato da alcuni il “grande fratello fiscale”. Ma di cosa si tratta? Esso è lo strumento attraverso il quale il Fisco può stimare il reddito presunto di un contribuente, sulla base delle spese che quest’ultimo ha effettuato, grazie ad una serie di indici fissati a priori, e successivamente convocarlo, per chiedergli di giustificare lo scostamento tra spese effettuate e reddito dichiarato. Per redditometro si intende anche quello strumento utilizzato dall’Agenzia delle entrate per stanare gli evasori,  che è in grado di interagire anche con i database finanziari grazie agli ultimi aggiornamenti. Dunque, Una sorta di sistema a raggi x sulle spese degli italiani, che ora si concentrerà anche su quelle tipologie di evasioni legate a investimenti ambientali non legali (centrali, impianti energetici ecc.) e di patrimoni artistici e culturali. Le evasioni in questi ambiti sono negli ultimi anni risultate assai frequenti, ed è opportuno contrastarle perchè danneggiano e alterano non soltanto l’economia ma anche l’ambiente e il patrimonio italiano stesso. Basti pensare all’evasione e alle frodi in materia di gestione e riciclo di rifiuti.

Redditometro: ecco chi colpirà secondo la Cgia

Redditometro: ecco chi colpirà secondo la Cgia

Intanto dall’Ansa si apprende che il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi si è pronunciato con queste parole a favore dello strumento economico che tanto fa parlare: ”Il redditometro non sara’ quello spauracchio che qualcuno vuole farci credere. I contribuenti onesti non devono temere nulla: non sara’ ne’ feroce ne’ repressivo.’ E’ chiaro che ad essere colpiti saranno solo i falsi poveri e chi sfacciatamente evade il fisco. Visto che per il 2013 il gettito previsto dall’applicazione del redditometro si attesterà attorno agli 815 milioni di euro, 715 attraverso l’autotassazione e gli altri 100 dall’attività accertativa, questo bottino peserà mediamente su ciascun contribuente quasi 20 euro, consentendo di recuperare lo 0,7% dell’evasione totale che, ricordo, è stimata attorno ai 115 miliardi di euro all’anno.



Articolo di Francesco Ladisa

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