Siccità gravissima: il Po diventa un “fiume di sabbia” [FOTO]

La grande anomalia barica e termica che sta caratterizzando da lungo tempo l’inverno (cominciata in realtà già in Autunno) è responsabile di una notevole siccità, che attanaglia con il passare dei giorni sempre più zone d’Italia.

Il Fiume Po è in secca in molti punti del suo “percorso”. Al ponte della Becca, che fa parte della provincia di Pavia ed è costruito sulla confluenza tra i fiumi Ticino e Po, sono stati misurati ben 3 metri sotto le zero idrometrico. A pochi chilometri a sud di Pavia, il paesaggio del Po è lunare. Qui dove il «grande fiume» incontra il Ticino, le gobbe dei «sabbioni» affiorano dovunque, lasciando le barche in secca e facendo riemergere gli scheletri degli alberi trascinati a valle dalle ultime piene.

Il 2015 è stato uno dei più asciutti degli ultimi dieci anni. Eppure, secondo gli esperti dell’Aipo, l’Agenzia interregionale per il Po, se si considera la stagione, «la magra di per sé sarebbe sì pronunciata, ma non eccezionale». Nello stesso periodo del 2015 il livello era fermo a 2,1 metri sotto lo zero, l’anno prima a -1,7, mentre a fine gennaio 2013 l’idrometro si attestava a -2,56, più o meno come l’anno precedente. Il vero problema oggi è che a un’estate molto arida, con tanto di dichiarazione di «crisi idrica» da parte dell’Autorità di Bacino del Po, è seguita una stagione autunnale altrettanto secca (se si escludono i brevi e disastrosi nubifragi di settembre nel Piacentino).

Secondo i dati dell’Osservatorio agroclimatico del Mipaaf, in Lombardia a novembre è caduto l’88,3% in meno di acqua, mentre a dicembre siamo a meno 91,5%. La crisi idrica resta dunque molto grave soprattutto in prospettiva futura, per la mancanza di accumuli.

Ecco la secca del Po in queste tristi immagini: si può compiere una passeggiata di oltre sei chilometri sugli argini del grande fiume, da Zibello a Torricella di Sissa, fra Piacenza e Parma. Si cammina nella fitta nebbia fra la sabbia e sterpaglie, si incontrano copertoni e sedie abbandonate, le piccole barche al porto galleggiano nella fanghiglia. 

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Articolo di Francesco Ladisa


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