Allerta meteo massima : potente uragano Irma pronto a colpire i Caraibi e gli USA, si teme nuovo disastro

Non c’è un attimo di tregua per il centro-nord America : la stagione degli uragani si sta rivelando una delle più etreme e proficue degli ultimi decenni principalmente a causa del tracollo della “Nina”, ovvero il forte raffreddamento dell’oceano Pacifico equatoriale orientale che sta arrecando un’estremizzazione dei fenomeni sui settori occidentali dell’Atlantico centro-settentrionale.

Nemmeno il tempo di quantificare i danni estremi causati da Harvey (vedi qui ) tra Texas e Louisiana, che un nuovo uragano si sta rapidamente potenziando nell’Atlantico occidentale e punta minacciosamente il mar dei Caraibi : si tratta di Irma, da poche ore diventato ciclone tropicale di terza categoria sulla scala Saffir-Simpson (che va da 1 a 5). Questa produzione quasi ininterrotta di uragani in Atlantico ha come responsabile principale la Nina in rapida ascesa con valori riscontrati già inferiori a -2 (quindi è in atto un forte raffreddamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale orientale). Grazie alla Nina, si sono innescati una serie di movimenti di masse d’aria che hanno influenzato anche la circolazione dell’Atlantico : il potenziamento degli Alisei sud-orientali a largo dell’Africa sta permettendo un notevole afflusso di acqua calda sull’Atlantico occidentale e ciò permette l’aumento della temperatura marina anche nel golfo del Messico, il quale diviene una vero e proprio contenitore di energia. Stesso discorso anche per i settori dell’Atlantico a nord-ovest dell’America meridionale, dove la temperatura delle acque aumenta sensibilmente con l’intensificazione degli Alisei.

L’aumento di temperatura delle acque comporta un aumento dell’instabilità convettiva sui settori equatoriali, in pieno Atlantico : questi sistemi temporaleschi tendono poi a muoversi verso ovest acquisendo sempre più energia sino ad evolversi in sistemi perturbati vasti ed organizzati (generando così basse pressioni molto profonde) che possono evolvere con molta facilità in uragani grazie all’energia “infinita” rilasciata dall’oceano Atlantico centro-occidentale, più caldo del normale.

L’uragano Irma attualmente si trova nel cuore dell’oceano Atlantico, ma stando a numerose elaborazioni modellistiche con elevata probabilità potrebbe attraversare il mar dei Caraibi sino ad abbattersi sugli Stati Uniti sud-orientali, colpendo in pieno la Florida e la East Coast. E non è tutto : l’uragano, attualmente di categoria 3, potrebbe evolvere in un potente ciclone tropicale di categoria 4 raggiungendo quindi l’intensità di Harvey e mettendo a serio rischio numerosi Stati bagnati dal mar dei Caraibi.

Un nuovo disastro potrebbe colpire le Piccole e le Grandi Antille, in particolare le isole di Guadalupe e Antiqua e Barbuta tra giovedi 7 e venerdi 8. A seguire potrebbero essere colpite le Bahamas tra venerdi 8 e sabato 9 mentre gli Stati Uniti si ritroverebbero sotto i potenti effetti di Irma da domenica 10 in poi, a cominciare dalla Florida. L’uragano sferzerà gran parte delle isole caraibiche con venti ad oltre 200 km/h, piogge torrenziali e mareggiate fortissime con onde alte anche oltre 7/8 metri.
Nel corso della prossima settimana il ciclone tropicale costeggerà gran parte della East Coast raggiungendo anche New York, naturalmente dopo aver perso molta della sua potenza durante il tragitto.


Articolo di Raffaele Laricchia

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