Terremoto in Emilia Romagna di ieri: “scosse profonde”, ecco le parole dell’INGV

Nella giornata di ieri una scossa di terremoto piuttosto intensa si è verificata in Emilia Romagna, nella provincia di Parma. L’evento sismico, magnitudo 4.4, è stato seguito da diverse scosse di minore entità (guarda qui tutto il riepilogo con dati e mappe), proseguite nella notte e in queste ultime ore.

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) ha fornito alcune informazioni sull’evento sismico, precisando che si tratta di scosse ben più profonde rispetto ai terremoti avvenuti in Emilia Romagna nel 2012. «E’ avvenuto a una profondità molto elevata, di 32 chilometri, quindi sul basamento roccioso anzichè nella parte sedimentaria, come era accaduto nel 2012», ha detto il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

Questo significa che il tremore è stato percepito in maniera modesta, come indicano anche le mappe elaborate dal servizio «Hai sentito il terremoto?» dell’Ingv, sulla base dei questionari inviati dalla popolazione. Lieve anche la percezione della scossa di magnitudo 3,3 che ha preceduto di una ventina di minuti quella principale, così come le cinque scosse avvenute subito dopo, a intervalli di pochissimi minuti l’una dall’altra, tutte al di sotto della magnitudo 3,0.

L’area colpita oggi dal terremoto «è una zona sismica, anche se dall’analisi storica non risultano terremoti di magnitudo superiore a 6», ha aggiunto ancora Amato. La zona immediatamente vicina a Parma ha invece risentito in passato dei forti terremoti avvenuti nell’Appennino emiliano e nella Garfagnana, probabilmente sia per la vicinanza, sia per l’effetto di amplificazione dovuto alla natura sedimentaria del terreno, nello strato più superficiale.

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Articolo di Francesco Ladisa

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