Previsioni Meteo : l’inverno cambia marcia a Febbraio. Arriveranno gelo e neve?

Sempre più probabile un cambio di marcia dell’Inverno. Febbraio potrebbe riservare sorprese nevose in Italia? Le ultimissime…

Previsioni Meteo/ Ve ne parlammo già QUI  e QUI ed ora, dopo nuovi importanti aggiornamenti, pare sempre più probabile un vero e proprio cambio di marcia dell’inverno, sino ad ora decisamente anomalo e avaro di precipitazioni. Soprattutto il mese di gennaio è risultato tra i meno freddi e i più secchi degli ultimi anni, praticamente l’esatto estremo opposto dello scorso anno. 

L’assenza di precipitazioni nel corso degli ultimi 40 giorni ha pesantemente aggravato la siccità che sembrava essersi leggermente placata tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno, ma così non è stato. Tranne il nord-ovest, dove si sono susseguite numerose perturbazioni, il resto della penisola ha fatto i conti con condizioni particolarmente siccitose che hanno mandato in grave crisi i bacini idrici, in particolare al sud Italia. È estremamente necessario un totale cambio di marcia dell’inverno, altrimenti la situazione non potrà che peggiorare sino alla prossima estate…

CAMBIO DI MARCIA POSSIBILE?

Il mese di gennaio si concluderà con l’alta pressione, ma a quanto pare la situazione potrebbe realmente cambiare con l’avvento di febbraio, ultimo mese dell’inverno meteorologico. Climaticamente il mese di febbraio risulta essere spesso il più freddo della stagione invernale grazie al repentino indebolimento del vortice polare che favorisce la discesa di masse d’aria molto fredde di origine artica o continentale sin verso le basse latitudini.

La tradizione sarà rispettata molto probabilmente anche quest’anno : il vortice polare troposferico subirà una serie di “attacchi” decisivi dalle latitudini sub-tropicali, da dove si muoveranno flussi d’aria calda verso i settori sub-polari, pronti ad indebolire e a destabilizzare il vasto vortice gelido che agisce attorno al polo nord. Il costante indebolimento del vortice polare permetterà il costante accumulo di aria fredda e gelida a latitudini via via sempre più basse, sin verso la Scandinavia e l’Europa dell’est (cosa che già sta avvenendo, ma che diverrà più netta nei prossimi giorni).

L’alta pressione delle Azzorre in questo contesto potrebbe risultare decisiva per guidare queste masse d’aria più fredde verso il Mediterraneo nel corso della prima decade di Febbraio : la sua elevazione verso l’alto Atlantico (sin verso l’Islanda e la Gran Bretagna) potrebbe favorire la discesa di aria decisamente fredda sull’Italia in grado di apportare un calo visto delle temperature e condizioni di maltempo con neve sui monti e in collina tra 1 e 3 febbraio, soprattutto al centro-sud. Quantomeno ritornerebbe la pioggia su molte delle nostre regioni! (da confermare).

 Subito dopo questa rapida sferzata fredda e instabile potrebbero aprirsi le porte per l’ingresso di aria ancor più fredda proveniente dall’est Europa che permetterebbe l’arrivo della neve anche a quote pianeggianti nel Mediterraneo. Tutto grazie all’ottima forma dell’anticiclone delle Azzorre che continuerà la sua azione “trainante” tra l’Atlantico orientale e l’Europa nord-occidentale. Impossibile al momento dire dove si dirigeranno queste masse d’aria gelide, ma quel che appare più probabile e quantomeno l’avvio di un periodo estremamente dinamico e movimentato, caratterizzato da perturbazioni in grado di portare anche le tanto attese piogge sull’Italia.


MJO – Madden Julian Oscillation – tutte le elaborazioni convergono verso l’alta attività delle fasi 6 e 7

Tra gli elementi più favorevoli all’avvio di un periodo movimentato e soprattutto più freddo sull’Italia troviamo senza dubbio la MJO (Madden Julian Oscillation), ovvero un indice che ci mostra il livello dell’attività temporalesca nella fascia equatoriale tra l’oceano Indiano e il Pacifico occidentale (saltuariamente anche nell’Atlantico). Parliamo di zone lontane migliaia e migliaia di chilometri, ma comunque in grado di influenzare le condizioni meteo anche nel nostro Mediterraneo. L’attività temporalesca in quest’area del globo tenderà a rafforzarsi fortemente nei prossimi giorni e a spostarsi man mano verso est, ovvero verso il Pacifico. Nel grafico ciò si traduce nel passaggio della MJO dalla fase 6 alla fase 7 (in direzione della fase 8), il tutto con alta ed estesa attività temporalesca sempre ricordando che ci troviamo in una fase di ” LA NINA” (ovvero un Pacifico orientale più freddo a favore di un Pacifico centro-occidentale più caldo che accentua le condizioni di maltempo).
Questa situazione potrà innescare una reazione a catena di eventi a cominciare dal pacifico centro-settentrionale, poi al nord America e successivamente anche all’Atlantico e all’Europa, apportando i suoi effetti sin da noi. In particolare proprio grazie a questo cambio della MJO è probabile un netto rafforzamento dell’anticiclone delle Azzorre nell’Atlantico centro-orientale, il quale andrebbe ad indebolire il vortice polare e a favorire la discesa di perturbazioni anche molto fredde verso il Mediterraneo. Tutto questo avverrebbe tra la prima e la seconda decade di Febbraio, subito dopo la rapida ondata di freddo del periodo 1-3 Febbraio. 

Data la distanza temporale, come detto nel paragrafo precedente, è impossibile ad ora determinare dove si dirigeranno queste perturbazioni ( se in Spagna o in Italia o in Francia o sui Balcani), per cui seguiteci nei prossimi aggiornamenti, dove emergeranno sicuramente maggiori dettagli!

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Articolo di Raffaele Laricchia

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