Meteo, aria gelida in direzione dell’Europa: Italia protagonista o ai margini del peggioramento?

Meteo – In questi ultimi giorni è notevolmente aumentata l’attenzione attorno all’eventuale fase gelida che a fine mese potrà interessare l’Europa. Molte sono le notizie contrastanti, cerchiamo, in base ai dati attuali, di fare il punto della situazione.

Attualmente il modo migliore per cercare di ottenere informazioni maggiormente affidabili è dato dalla consultazione delle Ens modellistiche e non dalle singole corse giornaliere. Da queste, possiamo affermare con un buon margine di certezza che tra le 120 e le 144  ore l’impianto generale e confermato e che la saccatura di aria gelida di origine continentale sarà ormai alle porte del vecchio continente. Da qui in poi le strade iniziano a prendere strade diverse. Considerando i due principali modelli matematici (sempre in versione ens) GFS ed ECMWF, abbiamo da una parte GFS che vede una graduale ma abbastanza veloce deriva occidentale e assorbimento da parte del getto atlantico della vasta goccia gelida di origine continentale (immagine sotto a sx), e dall’altra ECMF che vede un ingresso leggermente più orientale e una minore invadenza atlantica con il freddo che rimane saldamente ancorato all’Europa centrale (immagine sotto a dx).

Da qui possono essere fatte una serie di considerazioni che elencherò per maggiore chiarezza.

  1. L’aria di origine continentale è particolarmente densa e pesante rispetto alle masse d’aria atlantiche. Si estende soprattutto nei bassi strati ed oppone una forte resistenza ad essere scalzata da masse d’aria meno pesanti. Di conseguenza, come spesso è accaduto in passato, una volta che queste si riversano in Europa, creano una sorta di “muro” alle correnti atlantiche, favorendo frenate zonali o deviando la traiettoria delle perturbazioni atlantiche verso latitudini generalmente più basse (tunnelling).
  2. L’aria continentale ha un gradiente termico verticale meno intenso rispetto alle altre masse d’aria che di solito interessano il Mediterraneo. Di conseguenza, spesso bastano termiche (alle quote di riferimento) più alte di qualche grado per permettere nevicate fino a quote molto basse o al piano rispetto a quelle a cui siamo abituati solitamente. 
  3. In base al punto 1 e 2 possiamo affermare che, non serve un interessamento diretto dell’Italia da parte del core gelido (che avrebbe ripercussioni pesanti in vari ambiti) per ottenere nevicate diffuse fino a quote molto basse o al piano (soprattutto al Centro-Nord). La differenza per quanto riguarda le precipitazioni, la faranno le depressioni che si verranno a creare in aerea mediterranea.

Infatti anche se molto probabilmente sarà l’Europa centrale ad essere interessata direttamente dal nucleo di aria gelida di origine continentale, sarà l’area mediterranea quella che potrà avere condizioni meteorologiche più instabili e quindi le nevicate più importanti in termini di accumulo. Infatti, come fu per il Febbraio 2012, l’aria gelida interessò maggiormente l’Europa centrale, ma fu l’Italia che, grazie alla formazione di due intense depressioni mediterranee fece registrare gli accumuli nevosi più importanti. Infine spingendoci oltre i limiti consentiti, e con valenza particolarmente bassa, possiamo indicare un possibile step successivo a questa fase. Infatti come spesso accade quando si vengono creare dinamiche di questo tipo, l’afflusso di aria continentale spesso viene interrotto dall’arrivo di un’intensa saccatura di origine artica. Ando così nel Febbraio 2012 (vedi mappa sotto), tuttavia la colata in quel caso risultò sufficientemente orientale e tale da apportare effetti minimo solo lungo le regioni adriatiche. Quest’anno, tale fase, supportata anche dalle vicende stratosferiche, potrà risultare anch’essa molto intensa e potrà manifestarsi verso gli inizi della mensilità di Marzo, eventuali coinvolgimenti dell’Italia sono ancora tutti da valutare, soprattutto considerando l’incertezza relativa alla prima fase.

Ad oggi, data la distanza temporale e la difficoltà dei modelli nel inquadrare nel dettaglio una dinamica così rara, non possiamo escludere nessuno scenario. Tuttavia riteniamo che le condizioni indicate in questo articolo possano costituire un base di partenza ed essere considerate come linee guida per una tendenza a lungo termine. Potrebbe interessarti anche:

  1.  Previsioni meteo: arriva il Buran in Europa,
  2. Stratwarming in atto: quali conseguenze per l’Europa?

 

Articolo di Luca Mennella

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