Stazione spaziale cinese in caduta libera sulla Terra : impatto slitta al 2 Aprile, rischi anche per l’Italia

Impatto della stazione spaziale atteso per il 2 Aprile, giorno di Pasquetta. Piccola possibilità d’impatto sull’Italia.

Importanti gli ultimissimi aggiornamenti giunti dai centri astronomici che hanno ricalcolato la traiettoria della stazione spaziale cinese, autentica “mina vagante” in questi ultimi giorni che sta suscitando notevole curiosità in molte nazioni del mondo.

La stazione, denominata Tiangong-1, è destinata a precipitare sulla Terra tra meno di 48 ore in una fascia terrestre ormai ben definita, che va dal 43° parallelo nord al 43° parallelo sud. Inizialmente il suo rientro era atteso nel giorno di Pasqua, ma dopo gli ultimi calcoli lo schianto della stazione è slittato al 2 aprile, ovvero lunedi (giorno di Pasquetta). Il satellite cinese ha rallentato la corsa nelle sue ultime ore in quanto ha perso totalmente il controllo di assetto cominciando a “ruzzolare” in modo irregolare. Tutto ciò sta rendendo particolarmente difficili i calcoli degli astrofisici di tutto il mondo.

Stando alle parole di Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile, è stata elaborata una nuova previsione che vede il rientro in atmosfera del satellite per le 00.34 del 2 parile (ora italiana). Tuttavia vi è una incertezza di 5-10 ore.
Le orbite della stazione previste sull’Italia sono 4 nel corso del 2 aprile : il primo passaggio è tra le 4,25 e le ore 4.55 del 2 aprile ; la seconda finestra si colloca tra le ore 5,58 e le 6,28 del 2 aprile; la terza è tra le ore 7,30 e le ore 8; la quarta tra le 9,02 e le 9,32 su diverse porzioni del territorio italiano. Quindi saranno quelle le fasce orarie in cui il satellite potrebbe precipitare sul territorio italiano. Ricordiamo però che l’Italia non è l’unica nazione a rischio, bensì è a rischio l’intera fascia terrestre compresa tra i paralleli 43 (nord e sud), una fascia che comprese città come Los Angeles, New York, Rio De Janeiro, Madrid, Roma, Nuova Dehli, Sydney, Hong Kong e Tokyo.

Nelle prossime ore saranno rilasciati calcoli ancor più precisi che permetteranno di restringere il raggio d’azione del satellite.
Al momento la probabilità d’impatto sull’Italia è dello 0.2%, in particolare sulle regioni del centro-sud Italia. Le regioni maggiormente a rischio sono quindi : Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. 

Articolo di Raffaele Laricchia

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