Paura in Kenya: si apre la terra in due [FOTO]

Una enorme spaccatura si è aperta nelle ultime settimane in Kenya, nella zona della Rift Valley.

A partire dal 18 Marzo, per decine di chilometri, una fessura nel terreno larga fino a 20 metri e profonda 15 si è andata estendendo sulla linea di faglia che “taglia” il continente in due per circa 4 mila chilometri. 

La spaccatura ha causato danni ad abitazioni, ha diviso in due l’autostrada che unisce Nairobi, la capitale del Kenya, a Narok, nell’ovest. E ha creato naturalmente grande apprensione e sgomento nella popolazione.

Gli esperti hanno provato a tranquillizzare la gente: i geologi hanno affermato che il fenomeno segue un naturale processo geologico in quanto avvenuto proprio lungo la linea di faglia, ed è stato favorito probabilmente dalle piogge e dalle scosse telluriche delle ultime settimane. 

Molti giornali della zona hanno titolato che l’Africa si sta spaccando in due. L’affermazione è un po’ esagerata per una fessura profonda venti metri. Ma se guardiamo ai tempi lunghi – decine di milioni di anni – non è nemmeno priva di fondamento. A est della Rift Valley infatti la placca somala si sta allontanando dal resto della placca africana (detta nubiana) al ritmo di 6-7 millimetri all’anno. Il processo si è attivato circa 25 milioni di anni fa. La fessura della crosta lascia risalire il magma, costellando la zona di vulcani attivi. 

Ora la popolazione teme che nuove fratture possano aprirsi e amplificarsi, causando altri danni. Ecco alcune impressionanti immagini: 

TERREMOTI TEMPO REALE : ACCEDI ALLA NOSTRA NUOVA RETE DI MONITORAGGIO TERREMOTI! CLICCA QUI

Articolo di Francesco Ladisa

SEGUI INMETEO SU FACEBOOK



Altri articoli


Festa in Puglia per la donna più longeva d’Italia: compie 116 anni Maria Giuseppa Robucci

Intensa scossa di terremoto in Francia: paura a Bordeaux

Intenso terremoto in Turchia: danni nella provincia di Denizli

FREDDO e NEVE: ecco dove potrebbero tornare a colpire la prossima settimana!

SICCITA’ al NORD: qualche modello vede una via d’uscita, ma è CREDIBILE?