Downburst : cos’è e come si forma il furioso vento dei temporali

I letali venti del temporale. Il furioso “downburst” che causa spesso danni e viene confuso con la tromba d’aria. Cos’è e come si forma?

Tante volte ci è capitato di assistere a vere e proprie tempeste di vento e pioggia durante un temporale, in grado di causare allagamenti e soprattutto vasti danni a causa delle raffiche davvero impetuose. Alberi spezzati, rami per strada, cassonetti ribaltati, vasi caduti…tutto causato dai venti fortissimi scatenati dal temporale. Ma di cosa si tratta?

Stiamo parlando del vento di downburst, letteralmente “scoppio” in quanto indica proprio un botto ed ora vi spieghiamo il perchè.
All’interno di un temporale sono presenti due correnti d’aria principali : quella calda che sale dal basso verso l’alto (updraft) e quella fredda che scende dall’alto verso il basso (downdraft). 
Quando ormai i moti d’aria sono diventati molto intensi all’interno della nube temporalesca, il downdraft fuoriesce dalla nube e precipita verso il suolo a grandissima velocità (anche oltre 100 km/h). Questa colonna d’aria fredda contiene anche le precipitazioni e quindi al suolo troviamo (solo e solamente in corrispondenza del downdraft) i classici effetti del “temporale violento”, ovvero nubifragi conditi da grandine e raffiche di vento fortissime. L’impatto del downdraft è quasi sempre violento al suolo visto che i venti giungono ad oltre 100 km/h, proprio quei venti che prendono il nome di “downburst”. Il vento di downburst dopo aver colpito il suolo a grande velocità tende a muoversi in modo lineare verso tutte le direzioni (con una maggior incisività nella direzione in cui si muove il temporale). Le raffiche di vento in questo frangente possono facilmente superare i 130-150 km/h, causando danni su vaste zone, anche molto gravi specie nelle campagne.
Inoltre i venti di downburst rappresentano il nemico principale per gli aerei : il crollo dell’aria fredda dall’alto verso il basso a gran velocità causa forti turbolenze per gli aerei, specie quelli in fase di decollo o atterraggio.
Il settore avanzante delle raffiche di vento prende il nome di “gust front”.

un downburst in diretta, clicca qui se non vedi il video>>

MICROBURST E MACROBURST

Un downburst visto da lontano – nel dettaglio è un “microburst”

Il downburst si suddivide in macroburst e microburst semplicemente tenendo conto del raggio d’azione dei venti tempestosi.
Se il raggio d’azione è inferiore ai 4 km, si parla di “microburst”, mentre se superiore parleremo di “macroburst”. Dunque la velocità delle raffiche di vento non viene presa in considerazione in questa suddivisione : diverse volte è capitato di assistere a microburst che presentavano raffiche di vento clamorose, addirittura superiori ai 180 km/h in un raggio ristrettissimo di pochi chilometri.


WET E DRY DOWNBURST 

Il downburst è quasi sempre accompagnato dalle precipitazioni (pioggia o grandine) : in questo caso parliamo di “Wet Downburst”. Alcune volte però esso si manifesta in assenza di piogge (quindi solo tanto vento) : in tal caso parliamo di “Dry Downburst” ed è causato dalla presenza di una sacca d’aria piuttosto secca alle medie quote che fa evaporare la pioggia impedendole di giungere al suolo.

NON È UNA TROMBA D’ARIA (TORNADO) !

Ormai quasi sempre il fenomeno del downburst viene confuso dai mass-media con trombe d’aria e tornado, quando in realtà si tratta di due fenomeni totalmente diversi! Entrambi vengono prodotti da un temporale, ma il principio di formazione e soprattutto gli effetti sono decisamente differenti. 
Il downburst, come detto in precedenza, è una corrente d’aria fredda (downdraft) che precipita verso il suolo causando venti lineari fortissimi tra i 100 e i 200 km/k) su vasta scala (anche su decine e decine di chilometri) producendo danni estesi.

Tornado (Tromba d’aria)

Il tornado (sinonimo di tromba d’aria) è un vortice d’aria legato all’altra corrente d’aria del temporale, ovvero l’updraft (quella calda che sale dal basso verso l’alto). Il tornado è una colonna d’aria rotatoria che può raggiungere anche i 500 km/h causando danni devastanti però su un’area più circoscritta rispetto al downburst (che colpisce vaste zone per decine di chilometri quadranti).
Inoltre il downburst si manifesta in quasi tutti i temporali del mondo (ovviamente varia l’intensità) mentre i tornado si formano solo in caso di temporali molto violenti e solo in determinate aree del mondo.


Articolo di Raffaele Laricchia

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