Waterspout : come si forma una tromba marina?

Tra i fenomeni vorticosi più frequenti in Italia, ecco le trombe marine, o waterspout. I tornado marini!

Le trombe marine sono senza dubbio i fenomeni vorticosi più frequenti e diffusi all’interno del Mediterraneo, dove ormai più volte all’anno danno spettacolo in mezzo al mare durante le ondate di maltempo. Ma di cosa si tratta esattamente?

La tromba marina, in inglese “waterspout“, è una colonna d’aria rotante che si estende dalla nube sin verso la superficie del mare. Le proprietà fisiche sono simili a quelle del tornado ma differisce da esso per il colore : il tornado è “colorato” dai detriti e le polveri che aspira, mentre la tromba marina è più chiara dato che al suo interno troviamo solo acqua. È un fenomeno tipico del mar Mediterraneo e delle fasce equatoriali, dove le acque sono calde al punto da permettere la nascita di questo fenomeno.

A differenza dei tornado di terra, una tromba marina non richiede necessariamente la presenza di un forte temporale per la sua formazione. Addirittura può svilupparsi anche da un semplice “cumulus congestus”, ovvero una nuvola a sviluppo verticale nella sua fase iniziale (le classiche nuvolette a panna montata).

TROMBE MARINE TORNADICHE

tromba marina tornadica a Venezia nel 2012

Sono fenomeni rari nel Mediterraneo, ma talvolta riescono a svilupparsi a causare ingenti danni sulle coste costiere. Si tratta di veri e propri tornado che si sviluppano in mare in seno ad un forte temporale a supercella (ovvero quei temporali provvisti di un mesociclone in grado di generare tornado). Se la supercella si forma in mare allora ci saranno ottime possibilità affinchè il tornado del temporale si formi in mare, diventando un tornado marino a tutti gli effetti.
Queste trombe marine tornadiche sono violente come i tornado di terra e possono causare enormi danni sulle coste. Un esempio di tromba marina tornadica è il vortice che causò ingenti danni a Venezia nel 2012.

TROMBE MARINE NON TORNADICHE


tromba marina non tornadica

Sono esattamente le classiche trombe marine, o waterspout, che spesso danzano davanti alle nostre coste e che, in alcuni casi, riescono a toccare le spiagge dissolvendosi dopo pochi secondi. 
Questi fenomeni vorticosi si formano principalmente grazie all’elevata temperatura dell’acqua, la quale può fornire una notevole quantità di energia alle nubi, “costringendole” ad interagire col mare tramite questi vortici. L’elevata temperatura dell’acqua origina una piccola bassa pressione nello strato d’aria sovrastante, il quale tende fisiologicamente ad approfondirsi sempre più nel caso è presente una massa d’aria più fredda in alta quota che, per forza di cose, tende a scendere verso il suolo. Ecco che la bassa pressione si intensifica e da origine ad un vortice d’aria che si “riempie” di goccioline d’acqua.
Contrariamente a quanto si possa pensare, la tromba marina non risucchia acqua dal mare sino alle alte quote : in realtà l’acqua presente nella colonna vorticosa è generata dalla condensazione indotta dalla pressione bassissima presente all’interno. Solo alla base troviamo l’acqua marina letteralmente “spruzzata” tutt’attorno (anello di spruzzo).

In una tromba marina il vento può raggiungere anche i 200 km/h finchè si trova in mare, mentre nel momento in cui incontra la terraferma perde tutta la sua energia in pochi secondi, tanto da dissiparsi dopo pochi metri. In quel frangente, tuttavia, può comunque causare dei danni sulle spiagge. La durata della vita di una tromba marina va dai 4 ai 20 minuti. Ecco uno spettacolare esempio di tromba marina non tornadica, immortalata a Pantelleria il 5 agosto 2018 >>>


Articolo di Raffaele Laricchia

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