Rischio terremoti : Stretto di Messina la zona più sismica d’Europa. Lo si dimentica in fretta!

Rischio sismico elevatissimo per lo Stretto di Messina, ma la prevenzione scarseggia. Memoria corta?

Da sempre lo Stretto di Messina risulta essere una delle aree maggiormente soggette ai terremoti nell’intero continente europeo, al pari dell’altro temibile sistema di faglie tra Grecia e Turchia. Lo insegna la storia millenaria della Sicilia e della Calabria, costernata da decine di terremoti fortissimi, molti dei quali con magnitudo superiori al grado 6.0 o 7.0. 

L’ultima potentissima scossa che ha colpito lo Stretto di Messina risale al 1908, quando raggiunse la magnitudo 7.1 sulla scala richter causando danni enormi e decine di migliaia di vittime. L’ultima scossa relativamente intensa avvenuta nell’area di Messina risale a circa 40 anni fa, quando causò alcuni danni e un po’ di panico (ma fortunatamente nulla di devastante). E negli anni seguenti? Nulla, non ci sono state altre scosse davvero forti e in grado di causare danni (dalla magnitudo 5 in su). Questa situazione di quiete non deve trarre in inganno in quanto il rischio sismico tra Messina e Reggio Calabria resta invariato, anzi, a livello probabilistico aumentano le possibilità di contrarre forti movimenti tellurici.

Pericolosità sismica – in viola la fascia più a rischio

Perchè diciamo tutto questo? Semplicemente perchè pare che in molti abbiano la memoria corta, dimenticano troppo in fretta cosa sia accaduto in passato.
Dopo la scossa distruttiva del 1908 la città di Messina venne ricostruita rispettando quelle che all’epoca erano considerate le prime regole anti-sismiche : edifici non troppo alti, strutture in cemento armato, pareti portanti fatte di mattoni pieni. Insomma parliamo di strutture in grado di resistere a scosse con magnitudo superiore al sesto grado e anche al settimo grado, le prime costruite assieme a quelle di San Francisco, distrutta da un altro terremoto un paio d’anni prima.

TROPPI CAMBIAMENTI NEL TEMPO…

Nel corso dei decenni purtroppo ci sono stati una serie di cambiamenti e stravolgimenti che hanno portato molte delle strutture realizzate in maniera anti-sismica, più di 100 anni fa, ad essere nuovamente vulnerabili. I motivi sono da ricercare nel cambiamento delle normative, l’abbattimento di pareti in cemento armato per ricavare maggior spazio nelle abitazioni e infine la costruzione di nuovi edifici che non rispettano per nulla le norme anti-sismiche. Insomma le abitazioni nello Stretto di Messina, allo stato attuale, potrebbero non resistere all’arrivo di una forte scossa di terremoto in grado di provocare danni.

Danni che potrebbero giungere anche a seguito di scosse non particolarmente violente considerando il tipo di sottosuolo presente nello Stretto : sia Messina che Reggio Calabria poggiano su terreni alluvionali caratterizzati da sabbie, ghiaie e materiale argilloso, in grado di amplificare notevolmente le onde sismiche nel terreno. Insomma i terremoti che avvengono in quest’area vengono amplificati dal tipo di terreno ed è proprio per questo che scosse modeste ( anche di magnitudo 3.0) vengono avvertite chiaramente da migliaia e migliaia di persone.

LE PAROLE DEL NEO SINDACO DI MESSINA

È stato Cateno de Luca, neo-sindaco di Messina, a mettere in evidenza il grave problema delle strutture non adeguatamente costruite : il quadro generale è davvero sconfortante specie riguardo le scuole della città che non rispettano le norme anti-sismiche.
La città di Messina è al momento impreparata all’arrivo di una forte scossa di terremoto, ma a quanto pare il passato non ha insegnato nulla. A poco serviranno le esercitazioni anti-sismiche nelle scuole se poi il tetto dovesse venir giù. Inutile ribadire quanto siano necessari forti investimenti nell’antisismico, l’unica vera maniera di prevenire e affrontare la furia della natura.

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Articolo di Raffaele Laricchia

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