Fortissimo terremoto alle Fiji nel mantello terrestre : trema l’oceano Pacifico, come ad agosto

Nuova fortissima scossa di terremoto alle isole Fiji. Sisma a grandissima profondità, nel mantello, come ad agosto.

Trema nuovamente l’oceano Pacifico a distanza di tre settimane, in maniera pressocchè analoga. Una fortissima scossa di terremoto è stata registrata oggi, 6 settembre 2018, esattamente alle 17.49 italiane, nell’Oceania orientale poco a largo delle isole Fiji.

Stando ai dati giunti dai sismografi dell’USGS (centro sismico americano) il terremoto ha raggiunto la magnitudo 7.8 (i primi dati preliminari assegnavano la magnitudo 8.1) sulla scala richter, mentre l’ipocentro è stato fissato a circa 608 km di profondità, ovvero sotto la crosta terrestre, nel mantello. Praticamente un evento pressocchè identico a quello avvenuto il 19 agosto. 

Il terremoto è stato nettamente avvertito in un raggio di migliaia e migliaia di chilometri, ma senza alcun danno a cose o persone.

Dunque l’ipocentro del terremoto è avvenuto a grandissima profondità, praticamente nell’area di transizione tra Mantello superiore e Mantello inferiore (quest’area va più o meno dai 410 ai 660 km di profondità). Grazie a questa profondità così elevata il terremoto non è stato distruttivo perchè le onde sismiche sono state costrette a percorrere una strada enorme prima di giungere in superficie, perdendo parte della loro energia. La scossa è stata percepita da tutti i sismografi del pianeta in maniera molto marcata, ma nel luogo dell’epicentro non ha causato danni significativi.

Inoltre grazie all’ipocentro molto profondo il terremoto non ha prodotto nessun tsunami, quindi nessuna allerta “maremoto”.
A causa della viscosità relativamente bassa nel mantello (specie quello superiore) si potrebbe presupporre che al di sotto dei 300 km non ci possano essere terremoti, ma in realtà non è così : all’interno del mantello le scosse possono avvenire anche fino a 670 km di profondità e  la causa è la subduzione di materiale più freddo proveniente dalla superficie. il gradiente geotermico può abbassarsi nelle aree dove il materiale freddo proveniente dalla superficie tende a sprofondare, incrementando la tensione del mantello circostante e permettendo così l’innesco di terremoti tra 400 km e 670 km di profondità.

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Articolo di Raffaele Laricchia

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