Ribollono gli oceani : sei cicloni tropicali a spasso tra Atlantico e Pacifico

Quanta energia negli Oceani! Sei cicloni tropicali presenti in questo momento. Florence il più pericoloso.

Nelle ultime ore vi abbiamo parlato del temibile uragano Florence, ormai destinato a colpire la East Coast a partire da giovedi 13, ma vogliamo mostrarvi come non sia l’unica tempesta a incutere timore nelle ultime ore. 

Oltre a Florence sono presenti altre cinque tempeste, di cui due nell’Atlantico e tre nel Pacifico, esattamente lungo le solite fasce in cui viaggiano i cicloni tropicali dove confluiscono gli Alisei e dove risulta determinante la deviazione esercitata dalla forza di Coriolis. La presenza contemporanea di 6 distinti e temibili cicloni tropicali dimostra chiaramente quanta energia sia presente nei nostri oceani in questo determinato periodo dell’anno : non è un caso infatti se tra la fine di agosto e l’inizio di settembre si apra la “stagione degli uragani”.

Dando uno sguardo alle immagini satellitari scopriamo ben 6 cicloni tropicali e 1 tempesta tropicale prossima a diventare un uragano. Florence, Isaac Helene in Atlantico, Raul e Olivia nel Pacifico orientale, Mangkhut nel Pacifico occidentale. Sono loro le attuali minacce per l’America orientale, le Hawaii e le coste asiatiche.

Dunque chiariamo subito che non ci troviamo davanti ad eventi eccezionali, in quanto la formazione di uragani nelle fasce tropicali è assolutamente normale in questo periodo dell’anno in quanto le temperature degli oceani sono alte su gran parte dell’emisfero nord, sia nel Pacifico che nell’Atlantico e le perturbazioni possono facilmente evolversi in tempeste nel giro di poche ore.

Sicuramente ci sono anni avari di uragani e anni, come questo o il 2017, ricchissimi di tempeste : queste differenze tra un anno e l’altro sono dovute principalmente alla circolazione generale delle correnti oceaniche e di conseguenza di quelle dell’aria. Sicuramente la presenza di tutti questi uragani sono un chiaro segno delle elevate temperature oceaniche su Atlantico centro-occidentale e Pacifico centro-occidentale, ovvero una chiara conseguenza della fase di “Nina” dello scorso anno. La “Nina” è in grado di modificare radicalmente le correnti oceaniche e dell’aria, concentrando acque molto calde sui settori occidentali degli oceani dove le tempeste possono assorbire grandi quantità di energia evolvendosi in uragani con molta facilità.
In questo articolo vi abbiamo parlato in maniera approfondita degli uragani e della loro formazione>>>



Articolo di Raffaele Laricchia

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