ATTENZIONE – possibile tempesta tropicale (TLC) nel Mediterraneo e in Italia

Modelli matematici concordi : possibile formazione di una tempesta tropicale in Italia tra giovedi e venerdi.

Meteo / Nel corso dei prossimi giorni il Mediterraneo potrebbe essere teatro di un evento particolarmente estremo e raro ( ma non eccezionale) : stiamo parlando di una “tempesta tropicale mediterranea”, note anche come i “cicloni tropicali del Mediterraneo”. Si tratta di fenomeni molto simili per natura fisica e sviluppo ai vasti e potenti uragani dell’Atlantico e del Pacifico, da cui però differiscono per le dimensioni particolarmente ridotte (come ovvio che sia, in un mare piccolo come il Mediterraneo e con i vari ostacoli morfologici presenti). (GUARDA LE TEMPESTA TROPICALE “NUMA” IN ITALIA, DELLO SCORSO ANNO)

Questo ciclone potrebbe manifestarsi tra giovedi 20 e venerdi 21 nel Mediterraneo centrale : c’è ancora molta incertezza sulla sua esatta formazione e soprattutto su quali zone andrebbe a colpire ma il rischio di sviluppo è decisamente alto come paventato da tutti i modelli matematici. I modelli matematici a scala locale nostrani, infatti, fanno molta fatica ad inquadrare questo genere di fenomeno oltre le 36/48 ore a differenza di altre situazioni.

Come mai si formerà una tempesta tropicale?

Nel Mediterraneo le tempeste tropicali prendono il nome di TLC (Tropical Like Cyclone), ovvero “tempeste simil tropicali” e presentano quasi tutte le caratteristiche dei cugini atlantici. Stando agli ultimissimi aggiornamenti pare che una piccola depressione proveniente dall’Atlantico riuscirà a farsi strada nel cuore del Mediterraneo attraverso la debole alta pressione ora presente. Questa depressione tenderà ad isolarsi dalle correnti atlantiche e una volta piazzatosi tra il mar Tirreno e il Canale di Sicilia potrebbe evolvere rapidamente in una tempesta tropicale. 

venti ciclonici tra Sardegna e Sicilia, segno della presenza di un ciclone tra giovedi e venerdi – previsioni del nostro modello matematico (WRF InMeteo)

Questa rapida evoluzione sarà dovuta principalmente alle elevate temperature dell’acqua superficiale del Mediterraneo : tra Tirreno e Ionio addirittura l’acqua ha raggiunto i 27/28°C, con picchi di 29°C (quando in realtà ne bastano anche 26°C per far iniziare il processo di formazione di un ciclone).
Quindi la causa scatenante potrebbe essere proprio l’eccessivo calore presente nel Mediterraneo. A ciò andrà ad aggiungersi la presenza di un’area stabile tutt’attorno, con relativa calma dei venti alle varie quote dell’atmosfera (condizione fondamentale per la formazione di un ciclone tropicale). /// LEGGI COME SI FORMA UN CICLONE///

QUANDO SI FORMERÁ? QUALI ZONE PIÚ COLPITE?

La depressione atlantica di partenza giungerà nella giornata di domani quando apporterà piogge e temporali tra Sicilia e Sardegna e localmente anche sul resto del sud. Successivamente questa depressione potrebbe svilupparsi ulteriormente e assumere caratteristiche tropicali divenendo un vero e proprio TLC tra la mattina di Giovedi 20 e Venerdi 21. 
Questo ciclone tropicale potrebbe formarsi tra il canale di Sardegna, il canale di Sicilia e il Tirreno meridionale. Come in tutti i cicloni tropicali i venti più forti saranno presenti attorno all’occhio del ciclone : nel caso dovesse divenire un TLC i venti potrebbero raggiungere mediamente i 110-115 km/h, con raffiche superiori ai 120-130 km/h. Oltre ai venti forti avremo anche piogge persistenti con alto rischio alluvionale.

Le zone che al momento potrebbero fare i conti con questo ciclone tropicale sono Sardegna e Sicilia, mentre sui restanti settori non ci dovrebbero essere effetti rilevanti (non sono esclusi cambiamenti, in grado di coinvolgere anche regioni come Calabria, Campania e Lazio). 
La situazione è ancora incerta al momento e addirittura non è escluso che la tempesta tropicale possa evolversi ulteriormente, raggiungendo lo stadio di “uragano” che, nel nostro caso, verrebbe a chiamarsi Medicane (Uragano del Mediterraneo) con venti medi superiori ai 118 km/h. //COSA SONO I MEDICANES//

Cercheremo di approfondire ulteriormente la situazione coi prossimi aggiornamenti che saranno fondamentali per una miglior previsione.

 

Articolo di Raffaele Laricchia

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