Incendi nel pisano: situazione in miglioramento. Le parole del governatore Enrico Rossi.

Va lentamente migliorando la situazione nella zona del pisano, martoriata dagli incendi nelle ultime 48 ore. L’intenso lavoro dei vigili del fuoco ha portato a un notevole ridimensionamento dei roghi, anche grazie al vento che è calato rispetto alla giornata di ieri e alla nottata in cui soffiava ancora forte. 

A fare il punto della situazione ci ha pensato il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che ha dichiarato: “Non voglio fare previsioni troppo ottimistiche, ma penso che se nella giornata di oggi, si lavorerà come in quella di ieri si possa pensare di uscire dalla situazione di emergenza”. 

Il Governatore ha spiegato di voler sentire il capo della Protezione Civile, Borrelli: “Ci sono quattro Canadair ancora nell’aeroporto di Pisa, bisogna capire se si sono alzati e stanno proseguendo l’opera di spegnimento, il vento è calato e secondo le previsioni sarà meno forte – ha aggiunto Rossi -. Stanotte i venti sono stati fortissimi con punte di velocità fino a 50 Km orari”. Sull’origine dei roghi, poi il Presidente della Regione Toscana ha dichiarato di non riuscire a comprendere chi possa giovarsi di una tale devastazione, sottolineando come non si può ricostruire sulle aree bruciate: “C’è una legge dello Stato che lo impedisce, da tempo”, ha spiegato. “Noi Regione Toscana abbiamo un vincolo assoluto di non edificazione sulle zone boscate – ha ribadito – . Quindi escludo la speculazione edilizia. Nemmeno possono esserci dietro il rogo interessi legati al mondo della forestazione, in generale, sia del controllo sia degli operatori da chiamare quando ci sono incendi, come a volte avviene al Sud. Abbiamo lavoratori stabili o anche stagionali, abbiamo una scuola di Formazione, abbiamo squadre regionali organizzate per province, alle 22 l’altra notte c’erano già 180 persone volontarie al lavoro. Non mi pare che questi siano gli interessi da mettere in conto da spingere a un’azione criminale così efferata che ha ha distrutto un patrimonio ambientale unico: questa era chiamata Val Graziosa”.

“Per fortuna, non è morto nessuno, in 15 anni la natura ricostituirà tutto. Ma bisogna intervenire subito con la bonifica perché i terreni diventano acidi e non producono più nulla e bisogna ricostruire l’assetto idro-geologico perché altrimenti senza gli alberi che frenano l’acqua, si va incontro al disastro. Quindi appena terminano i fuochi dovremo intervenire subito. Se un incendio parte alle 22 quando c’è vento e sembra poi appiccato da più parti sembra davvero frutto di una mente criminale ma con aspetti e pulsioni che definirei psichiatriche”.

Articolo di Francesco Ladisa

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