Maltempo Veneto: apprensione per il fiume Bacchiglione, probabile piena a Padova

Dopo le forti piogge e i disagi di ieri, la situazione è tornata a peggiorare nelle ultime ore in Veneto. Nuove precipitazioni stanno interessando la regione, sia in pianura che sulle zone montane e pedemontane, dove fin’ora ha piovuto decisamente di più. 

Sempre preoccupante l’evoluzione dei corsi d’acqua, alcuni già in piena in diversi punti dopo la grande quantità di pioggia caduta ieri. Preoccupano soprattutto le previsioni, in quanto il tempo è destinato a peggiorare ulteriormente e sensibilmente nelle prossime ore. Fra pomeriggio/sera infatti il maltempo si intensificherà ancora, con piogge e anche temporali di forte intensità attesi soprattutto sui settori centro-settentrionali del Veneto, per il passaggio di un esteso fronte temporalesco in arrivo da Ovest, Sud-Ovest. 

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Apprensione per il fiume Bacchiglione, che è esondato nelle ultime ore a Longare (VI); ora si attende il passaggio di piena su Padova nel pomeriggio e si raccomanda attenzione nelle aree golenali che potrebbero essere allagate. Abbastanza tranquilla al momento la situazione a Vicenza, dove il Bacchiglione è sulla soglia di 1,56 metri al “Ponte degli Angeli”, ben lontano dal livello di guardia di 4,5 metri. Tuttavia resta da monitorare la situazione in quanto, come detto, le piogge si faranno intense e persistenti dal pomeriggio e potrebbero verificarsi fasi di piena fino alla nottata e la giornata di domani anche in pianura, dove arriva l’acqua accumulatasi nelle zone a monte. 

«Siamo di fronte a un’ondata eccezionale di maltempo e tutto il Veneto è in allarme rosso. Gli esperti mi hanno detto che le previsioni meteo sono addirittura in linea con quelle del 1966 e peggiori di quelle del 2010, quando 135 Comuni furono alluvionati, soprattutto del Vicentino». Queste le parole del governatore del Veneto, Luca Zaia spiega le sue preoccupazioni e perché ha chiesto di attivare la procedura di mobilitazione della protezione civile: «Quel 2010, con 10 mila famiglie alluvionate e un miliardo di euro di danni, non deve ripetersi. Sono preoccupato per il ponte di Bassano che non ha una perfetta solidità. Lì c’è un cantiere proprio per la messa in sicurezza e il Brenta si sta ingrossando»

Articolo di Francesco Ladisa

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