Rischio alluvioni in Veneto : preoccupa l’Adige a Verona [IMMAGINI]

Piove senza sosta in Veneto, rischio alluvioni molto alto. Preoccupa l’Adige a Verona.

Continua a piovere senza un attimo di tregua su gran parte del nord Italia ed in maniera particolare sui settori montuosi e pedemontani di Veneto, Trentino, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. Le piogge sono amplificate nettamente dalle fortissime correnti di scirocco, le quali impattando sull’arco alpino danno vita al fenomeno dello “stau” : si tratta dell’accrescimento verticale delle nubi in presenza dei rilievi, con conseguente intensificazione delle piogge. Da ieri sono caduti diffusamente oltre 200/300 mm di pioggia con picchi superiori ai 600 mm.

Le piogge incessanti hanno provocato un repentino incremento del livello dei fiumi che a monte stanno già esondando in più punti. Tutti i corsi d’acqua del Triveneto si stanno ingrossando sensibilmente anche in pianura : in particolare preoccupano le condizioni del Bacchiglione a Padova e dell’Adige a Verona.

 

La piena dell’Adige fa paura a Verona, dove non si vedeva in queste condizioni da diverso tempo. Il livello del fiume cresce di ora in ora e la situazione non accenna a migliorare : eloquenti le immagini che giungono in redazione che mostrano l’Adige in piena e le arcate dei ponti quasi totalmente sommerse, sebbene negli ultimi minuti c’è stato un lieve calo del livello del fiume.

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Al momento la situazione è sotto controllo, ma ciò che desta forte preoccupazione è l’importante carico di pioggia in arrivo su tutto il Triveneto : Un vasto ammasso temporalesco formatosi nel mar Tirreno ha raggiunto la Liguria (VEDI IMMAGINI INQUIETANTI DA GENOVA) e nelle prossime ore si estenderà a tutto il centro-nord causando piogge intense e a carattere di nubifragio. Sul Veneto sono attesi, sino a domani, nuovi importanti accumuli di pioggia compresi tra i 100 e i 300 mm. Dunque la situazione potrebbe peggiorare sensibilmente nelle prossime ore in tutto il Triveneto, dove resta alto il rischio alluvioni.

 



Articolo di Raffaele Laricchia

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