Vento estremo in Trentino e Veneto : devastazione totale tra i monti, video impressionante dall’elicottero

Scenari apocalittici tra Trentino e Veneto, devastazione totale sui monti a causa del vento.

Continuano ad arrivare immagini spaventose nonostante siano passati quasi 10 giorni dalla terribile ondata di maltempo che ha investito l’Italia sul finire di ottobre. Ricordiamo che in occasione di quella storica perturbazione hanno perso la vita numerose persone e i danni sono stati pressocchè incalcolabili da nord a sud. Tra le situazioni più eclatanti spiccano la devastazione sulle coste laziali (VEDI QUI) e l’apocalittica tempesta di vento che si è abbattuta tra Trentino, Veneto e Friuli dove oltre 13 milioni di alberi sono stati sradicati.

Parliamo di un evento storico che a memoria d’uomo non si era mai verificato e tutto viene confermato dalle immagini che continuano ad arrivare, le quali mostrano scenari davvero apocalittici. Il nuovo video che vi mostriamo è stato girato sui monti tra trentino e vicentino, una delle zone più devastate assieme al bellunese. 

se non vedi il video clicca qui >>

UN CICLONE STORICO

Non finiremo mai di ripetere di quanto sia stato eccezionale questo episodio meteorologico, ma da cosa è stato causato?
Il responsabile di questa tempesta di vento è stato un profondo ciclone extra-tropicale formatosi nel Mediterraneo che in breve tempo ha raggiunto i 980 hpa (uno dei più profondi di sempre all’interno dei nostri mari). La contemporanea presenza di un robusto campo di alta pressione sui Balcani (con valori oltre i 1020 hpa) non ha fatto altro che inasprire il gradiente barico orizzontale tra Italia e Balcani : con una differenza di pressione così elevata in uno spazio relativamente ristretto ha innescato forti moti d’aria che si sono tradotti in venti fortissimi.
Nessun “tornado“, nessun “uragano“, nessun “downburst“, semplicemente si è trattato di venti lineari di gradiente (ovvero i classici venti che convergono verso il cuore di una bassa pressione). Il problema è stata l’estrema differenza di pressione che ha reso questi venti davvero fortissimi, a tratti superiori ai 200 km/h lungo l’arco alpino. 


Insomma sono stati “venti da uragano” senza che effettivamente ci fosse un uragano nel Mediterraneo. A complicare le cose ci ha pensato l’arco alpino : le masse d’aria (già particolarmente turbolente) nel tentativo di scavalcare i rilievi hanno acquistato ulteriore velocità sui versanti opposti, superando abbondantemente i 190-200 km/h. In questo caso parliamo dei tipici venti “discendenti” simili al Foehn, con l’unica variante che il vento di partenza era già abbondantemente violento.
Nel momento in cui raffiche così intense scendevano lungo i versanti dei rilievi, spazzavano via ogni cosa sul loro tragitto.


Articolo di Raffaele Laricchia

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