Dolomiti, grande scoperta : emerge un nuovo minerale, la Fiemmeite

Grande scoperta sulle Dolomiti, trovato nuovo minerale : la Fiemmeite.

Dopo quasi due secoli le Dolomiti tornano a modificare i libri di geologia e mineralogia aggiungendo un nuovo prezioso minerale da poco scoperto : la Fiemmeite. Essa prende il nome dalla Val di Fiemme, in provincia di Trento, dove è stata rinvenuta poche settimane fa. Il nuovo minerale è stato scoperto da un team di ricercatori e geologi dell’Università di Milano e del Museo delle Scienze di Trento.

La Fiemmeite è stata ufficialmente riconosciuta dall’IMA (International Mineralogical Association), ente preposto alla nomenclatura e alla classificazione dei minerali. Tra gli artefici di questa nuova scoperta ci sono : Francesco Demartin e Italo Campostrini del dipartimento di Chimica dell’Università di Milano, Paolo Ferretti e Ivano Rocchetti del MUSE e infine Stefano Dallabona, del Gruppo Mineralogico di Fiemme.

«Il ritrovamento di nuovi minerali non può essere annoverato come una rarità assoluta – spiega Francesco Demartin, docente di Chimica generale e inorganica in Statale -.  Ogni anno in tutto il mondo vengono scoperti tra 100 e 200 nuove specie. Questa scoperta è però particolare per il fatto che le Dolomiti sono oggetto dell’attenzione degli scienziati già dal ‘700». Fu proprio nel 1972 che fu rinvenuto il primo minerale delle Dolomiti, ovvero la “Dolomite“.
L’ultimo ad essere scoperto è stato poco più di due secoli fa, nel 1815, quando fu rinvenuta la Gehlenite sui Monti Monzoni in Val di Fassa, presso il Lago delle Stelle.

COME SI PRESENTA LA FIEMMEITE?

La fiemmeite è un ossalato di rame, presente in forma di piccoli cristalli azzurrognoli all’interno di carboni fossili inglobati in arenarie di Val Gardena. Le arenarie di Val Gardena che contengono i legni fossili ebbero origine nel Permiano superiore da sedimenti di origine alluvionale depositatisi in quella che all’epoca era una pianura continentale. Tali legni furono permeati da soluzioni mineralizzanti contenenti anche ioni di rame. La base di queste arenarie presenta una discordanza angolare che indica una prolungata esposizione all’erosione del substrato vulcanico in ambiente subaereo a cui si deve la complicata topografia attuale di quei luoghi. Successivamente si ebbe la deposizione dei sedimenti alluvionali, con una successione stratigrafica che presenta un’alternanza di conoidi di deiezione e mudstone rossastri ed orizzonti pedologici con evaporiti.
La flemmeite si trova in piccoli aggregati di circa 1 mm. I cristalli sono piastrine di forma allungata e di colore azzurro e misurano al massimo 50 μm. Il minerale presenta un’elevata birifrangenza, è fragile, non geminato e non fluorescente.

Articolo di Raffaele Laricchia

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