Inquinamento: trovata balena morta con 6 kg di plastica nello stomaco

Inquinamento – E di pochi giorni fa la notizia del ritrovamento di un cetaceo spiaggiato vicino al parco naturale di Wakatobi, in Indonesia. Nel suo stomaco sono stati rinvenuti: un migliaio di pezzi di plastica, 4 bottiglie, 115 tazze, 25 buste, due paia di ciabatte da mare e una sacca di nylon.

La grande quantità di oggetti di plastica ritrovata nello stomaco dell’esemplare è stata pesata quantifica per un totale di 6 kg. Il dato è preoccupante, infatti oltre ai ritrovamenti di microplastiche in uccelli e pesce azzurro, pochi mesi fa si è registrato un caso del tutto simile. Lo scorso giugno nel sud della Thailandia è stata trovata una balena morta dopo che aveva ingerito più di 80 buste di plastica. L’esemplare maschio di balena era stato trovato vivo in un canale vicino al confine con la Malesia e dopo i vani tentativi di salvarlo, l’autopsia aveva evidenziato che aveva ingerito un totale di circa 8 kg di plastica.

L‘inquinamento da plastiche, di qualsiasi tipo e dimensione, è una realtà che non va sottovalutata.  Tale forma di inquinamento, si sta mostrando in maniera sempre più evidente in tutto il globo. Bisogna rendersi conto che è ora che tutti gli utilizzatori si impegnino a ridurre l’impiego di plastica monouso garantendo una transizione verso nuovi sistemi di distribuzione dei prodotti. Soluzioni volte realmente a ridurre l’inquinamento alla radice. Solo così salveremo i mari del Pianeta e i suoi abitanti. Sotto una foto della famosa balena di plastica costruita nelle Filippine dai volontari di greenpeace. Tale opera, serve a sensibilizzare il maggior numero di persone possibile (soprattutto la popolazione locale) sul tema dell’inquinamento da plastiche negli oceani.

 
 

Articolo di Luca Mennella

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