Ufficiale : i muretti a secco dell’Italia e d’Europa diventano patrimonio dell’Unesco

La notizia era già nell’aria da diversi mesi, ma ora possiamo dire che è ufficiale : i muretti a secco italiani e di altri Paesi europei fanno ora parte della lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco. L’agenzia culturale dell’ONU ha ufficializzato il tutto con un messaggio su twitter dove ringrazia tutti i Paesi che hanno presentato la candidatura negli ultimi anni. L’unesco ha riconosciuto la grande importanza storica, artistica e culturale dei muretti a secco, un vero e proprio pezzo di storia diffuso soprattutto in Italia.

I muretti a secco sono piccole mura costituite da pietre impilate una sull’altra senza alcun materiale se non la terra asciutta : nonostante la tecnica dall’aspetto banale i muretti a secco riescono a resistere a numerose intemperie e non è un caso che in molte regioni numerosi terreni sono ancora suddivisi e delimitati da questi piccoli e affascinanti muretti.

Queste le parole di Emiliano, presidente della regione Puglia : «I muretti a secco rappresentano un patrimonio identitario per tutta l’Italia, per il Mediterraneo e per la Puglia in particolare. La Regione si è fatta promotrice insieme ad altre regioni di questa candidatura. La nostra terra, dal Salento alla Capitanata, è incorniciata dai muretti a secco, opere che tracciano il lavoro dell’uomo rispettoso dell’ambiente, testimonianza di una storia contadina antica che mantiene intatta la sua autenticità nel tempo». L’Italia aveva presentato la candidatura insieme a Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera. Tra le regioni promotrici della candidatura c’era proprio la Puglia per tutelare una tradizione che ha uno dei suoi punti di forza in Puglia, ma che unisce in pratica tutta la Penisola. Le strutture a secco sono sempre fatte in perfetta armonia con l’ambiente e la tecnica esemplifica una relazione armoniosa fra l’uomo e la natura»

«Questo riconoscimento, aggiunge Michele Emiliano, celebra un elemento della nostra tradizione che identifica i luoghi della nostra memoria e che si tramanda di generazione in generazione. Grazie a Unesco potremo valorizzare ancora di più l’unicità del nostro territorio e far apprezzare tutta questa bellezza ai visitatori e ai turisti che verranno a trovarci da ogni parte del mondo».

Ora la Puglia è detentrice di ben 5 beni che fanno parte del patrimonio dell’Unesco : i muretti a secco vanno ad aggiungersi ai Trulli, il Santuario di Monte Sant’Angelo, Castel del Monte e la foresta primordiale di faggi della Foresta Umbra.

Articolo di Raffaele Laricchia

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