Gelo siderale in Siberia, superati i -50°C. Il gelo si muove verso l’Europa

La stagione invernale in Russia, specie in Siberia, ha avuto un inizio decisamente zoppicante e ve lo mostrammo un paio di mesi fa quando giunsero le prime nevicate in pianura dopo un estate davvero calda e anomala. Nonostante l’handicap iniziale, possiamo dire che la situazione è completamente cambiare nelle ultime settimane : il raffreddamento della Siberia prosegue a gonfie vele e addirittura sta già ponendo le basi per la formazione di un vasto campo di alta pressione, il famoso anticiclone russo-siberiano che rappresenta il chiaro segnale che l’inverno è pronto a fare sul serio, non solo in Asia ma anche sull’Europa.

Negli ultimi giorni in Siberia le temperature sono letteralmente crollate sin verso i -45 e i -50°C. I valori più bassi sono stati registrati sulle aree orientali della Siberia, nella Jacuzia, da sempre considerata una delle aree più gelide del pianeta. Temperature così basse sono favorite dall’effetto albedo originato dalla vasta copertura nevosa e soprattutto dalle poderose inversioni termiche innescate dalle eccessive ore di buio. In questo modo è in grado di svilupparsi uno strato d’aria gelida e molto spessa nei bassi strati (specie al suolo) che contribuisce a far aumentare la pressione con la conseguente formazione di un campo anticiclonico piuttosto robusto che auto-alimenta il raffreddamento dei terreni, favorendo quindi temperature sempre più basse.

Jacuzia

Nei prossimi giorni, precisamente tra il 4 e il 7 dicembre, tenderà a formarsi un forte campo di alta pressione siberiana con valori addirittura vicini ai 1060 hpa in grado di “schiacciare” ulteriormente aria gelida nei bassi strati dove si prospettano temperature inferiori ai -60°C. Insomma la Siberia a breve diventerà un congelatore a cielo aperto, carico di aria fredda pura che pian piano si diffonderà anche sui settori occidentali siberiani e russi.


Successivamente parte di quest’aria gelida riuscirà a spingersi sin verso l’Europa orientale favorendo la comparsa di nevicate fino in pianura e temperature molto basse che, a lungo andare, potrebbero risultare determinanti nell’evoluzione dell’inverno in tutto il continente Europeo. Da sempre, infatti, la presenza di masse d’aria molto fredde sull’Europa orientale possono contribuire all’arrivo di irruzioni molto fredde e cariche di neve sull’Italia. 

Un primo assaggio d’inverno potrebbe giungere sull’Italia subito dopo l’Immacolata, tra 9 e 14 dicembre, ma in quel caso avremmo a che fare con aria fredda di origine artica e non siberiana come molti lasciano credere sui siti web.


Articolo di Raffaele Laricchia

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