Etna : grosse spaccature nel terreno dopo il terremoto. Borrelli : “attività in calo”

La forte scossa di terremoto avvenuta nella notte si Santo Stefano, esattamente alle 03.19, ha causato numerosi danni alle pendici dell’Etna tra Zafferana Etnea, Acireale, Trecastagni, Viagrande in parte dovuti all’estrema superficialità del sisma (appena 1.2 km di profondità), che ha permesso uno scuotimento davvero notevole. 

I danni maggiori sono presenti a Fleri, frazione di Zafferana Etnea, e riguardano perlopiù abitazioni vecchie. I soccorritori hanno estratto diverse persone dalle macerie, fortunatamente non in gravi condizioni. In totale sono almeno 11 i feriti. 
Il terremoto ha danneggiato pesantemente la chiesa di Maria SS, del Carmelo, a Pennisi (frazione di Acireale), da dove è precipitata anche la statua di San Emidio.

Il sisma ha innescato l’apertura di grosse crepe nel terreno tra Zafferana Etnea e Trecastagni, ben visibili nelle foto e nei video che vi mostriamo.

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A seguito del terremoto è giunto in Sicilia Angelo Borrelli, Capo Dipartimento della Protezione Civile, che ha fatto il punto della situazione assieme ad un team di esperti. 
Borrelli ha incontrato le autorità locali presso la Prefettura di Catania per panificare gli interventi di assistenza alla popolazione e soprattutto per le verifiche di agibilità delle strutture colpite. 

Durante la conferenza stampa Borrelli ha affermato, citando i tecnici dell’INGV : “l’evento sismico anche se isolato è correlato all’attività del vulcano. La temperatura sta diminuendo e ciò fa sperare di andare verso una quiescenza dei fenomeni sismici ed eruttivi”. 
Dunque ora la situazione potrebbe pian piano tornare alla normalità, al contrario di quanto affermato da alcune fake-news diffuse sul web secondo cui potrebbe giungere una scossa ancora più forte.

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Articolo di Raffaele Laricchia

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