Il soffio degli Alisei : vaste nubi di sabbia del Sahara arrivano sul sud America

L’avvento del famigerato “El Nino” sul Pacifico, ovvero il riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico orientale, non sta quasi per nulla influenzando l’andamento del tempo sull’oceano Atlantico e in Europa dato che si tratta, per il momento, di un fenomeno piuttosto debole e circoscritto.

Sul Vecchio Continente e sull’Atlantico continuano dunque a vedersi gli effetti della precedente “Nina”, ovvero il raffreddamento del Pacifico orientale avvenuto nel corso dell’ultimo anno. Tra i vari effetti troviamo una maggior vivacità degli Alisei, ovvero i venti perpetui che soffiano dalle fasce tropicali verso l’equatore, sempre con moto da nord-est verso sud-ovest (nell’emisfero boreale). Nelle ultime due settimane questi venti  si sono intensificati ulteriormente e, grazie all’avvento di una modesta perturbazione sull’Africa occidentale, sono riusciti a spingere verso ovest enormi quantità di polvere desertica del Sahara sin tanto da trasportarla alle altissime quote dell’atmosfera.

In questo modo è stato un gioco da ragazzi per gli Alisei, che soffiano in maniera pressocchè continuata, trascinare queste estese nubi di pulviscolo sin verso l’America meridionale, creando un effetto davvero suggestivo nei cieli mondiali. Un vero e proprio fiume di sabbia ha attraversato l’oceano Atlantico tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo 2019, così vasto da sovrastare quasi tutto il Brasile centro-settentrionale e addirittura in grado di raggiungere anche il Venezuela.

UN FERTILIZZANTE PER L’AMAZZONIA

Insomma Africa e sud America continuano ad essere legati tra di loro a distanza di milioni di anni e in un certo senso è proprio il continente africano che “alimenta” il sud America. La sabbia del deserto del Sahara, infatti, risulta essere un ottimo fertilizzante grazie alla presenza al suo interno di numerosi minerali e sostanze nutrienti come l’azoto, fosforo e ferro. 
Ogni qualvolta che il pulviscolo sahariano si erge in atmosfera e approda in sud America riesce a nutrire centinaia di migliaia di ettari di terreno e praticamente tutta la foresta amazzonica. Si tratta di un fenomeno assolutamente normale che va avanti da sempre grazie alla presenza costante degli Alisei.

Articolo di Raffaele Laricchia

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